martedì 29 novembre 2011

Immaginatevi..

un gruppo di ragazzini.
Quelli che di solito vengono chiamati metallini, quei quindicenni capelloni, magliettozza nera dei Maiden e dei Metallica, di solito ereditata dal fratello più grande. Quelli che hanno appena sentito cambiare la loro vita dopo aver ascoltato The Number of The Beast, Master Of Puppets o il Black Album.
Questi ragazzini decidono di prendere in mano uno strumento, mettono su una band al completo, due chitarre, con uno dei due che canta, un bassista e un batterista. Non sono un granchè, ma si divertono, in fondo stanno imparando, non ce la si può prendere con loro.
Un giorno, nel garage in cui sono soliti provare, piomba il nonno di uno dei due chitarristi, uno di quei nonni mezzi artisti, che quando era giovane cantava il rock 'n' roll, ma poi il tempo passa, sai com'è.
Ha avuto una vita movimentata il nonnino, tanti bicchierini di troppo, qualche tiro che era meglio evitare, ma in fondo è arrivato agli 'anta senza grandi casini.
Il nonno chiede ai nipotini di fare un jam con loro. A cui loro rispondono "C'è un abisso fra di noi, cazzo facciamo insieme?" e lui risponde "voi suonate, qualcosa mi invento" "senza testo?" "ma si dai...".
I ragazzini iniziano a suonare, un po' a caso, e il nonno, sempre col bicchierino in mano, e sempre uno di troppo, si inventa al momento qualcosina circa a tempo.

Situazione abbastanza tenera detta così no?

Il problema è che cosa mi ha fatto venire in mente questa storiella.
E, sì, sto parlando di Lulu.
Lou Reed + Metallica.
E' una delle cose più atroci che abbia sentito in vita mia. Senza se e senza ma.
Ad arrivare in fondo al disco non ce l'ho fatta, gli ho dato 50 minuti della mia vita (e il disco dura quasi il DOPPIO) e non li avrò più indietro.
Ma lo dovevo sentire, anche solo per dovere morale.
Sono i Metallica cazzo, magari non per me ma per tanta gente sono sinonimo di metal, e il metal nella mia vita ha un ruolo affatto marginale (anche solo perchè gli devo molto, ma questa è un'altra storia).
Lou Reed... beh, non mentirò dicendo che lo conosco a menadito. Lo conosco di nome, di faccia e di fama. Mai sentito nulla di suo.
Questa strana combinazione di due scuole che non centrano nulla sulla carta era perlomeno curiosa, non si avevano chissà quali aspettative ma un'ascoltata gliela si doveva dare.
E poi le cose strane mi piacciono, tendenzialmente.
Tra l'altro i 'tallica erano appena tornati in carreggiata, dopo una decina d'anni di oblio (lo chiamiamo così?) con Death Magnetic, e dopo aver riconquistato buona parte dei fan che avevano perso negli anni non avrebbero potuto (...) rischiare di decimare la fan base.

Invece questo disco è la prova che noi fan, ai Metallica, stiamo sul cazzo. Gli gira proprio che un ragazzo li senta per più di tot tempo. Esigono che si arrivi a un momento in cui uno deve dire "mi han rotto, mi sento i dischi fino a qui ma questi sono morti per me". Hanno commesso l'errore di fare un bel disco come DM, che ha rinfoltito la gente che li apprezza, con tutti i loro pregi e difetti.

Dunque si son detti "Dobbiamo fare la peggiommerda adesso". James ha guardato Kirk, Kirk ha guardato Lars, Robert ha annuito per tutti, birra e burrito in mano.
Io, per la cronaca, è così che immagino la scena.
Hanno cercato di fare la cosa più senza senso e che faccesse incazzare più persone possibile, e hanno fatto questo disco.

E' un disco insensato, suonato in maniera amatoriale (anche a un orecchio di valore nullo come il mio), cantato malissimo (o forse "solo" estremamente fuori stile?) e che sembra "composto" dal gruppo che ho descritto in apertura. A volte il nonno ubriaco inciampa, picchia nello stereo dei ragazzini e fa partire un disco dei Metallica. Però poi arriva la nonna che è di sopra, che vuole vedere Carlo Conti e fa fatica a sentire, e gli abbassa il volume. Il resto è puro DELIRIO. La ritmica è inesistente, i testi, per quello che ho potuto sentire, sono agghiaccianti e sembrano davvero inventati al momento (e il cantato non aiuta).
Cioè, in "Pumping Blood" il verso più ripetuto è "If I pump blood in the sunshine". Non so voi, a me quell'accostamento di parole mi fa rizzare i peli sulle braccia. Vi prego, non chiamatela poesia.
Adesso, sentitevi la traccia di apertura del secondo disco, e ditemi sinceramente che non vi viene voglia di cavarvi i timpani con qualunque strumento vi capiti in mano. Ecco, il disco è circa tutto così (anche peggio). E dura un'ora e mezza.
Adesso, se qualcuno avesse ancora voglia di ascoltare, scaricare o addirittura comprare questo disco dopo aver letto questo mio post, lo riterrò un fallimento personale.
Metallica, sono contento che siate riusciti a riappacificarvi in questi anni ma vi prego, fateci un favore, ricominciate a drogarvi e trincare come non ci fosse un domani.
Perchè voi nei nostri cuori, in fondo e nonostante ci odiate a morte, siete ancora questi:

venerdì 2 settembre 2011

[RECE] La Straordinaria Invenzione Di Hugo Cabret

Qualche tempo fa è uscito il trailer del nuovo film di Scorsese, "Hugo Cabret". Quando l'ho visto sono rimasto un po' spiazzato: da quando Scorsese gira film per ragazzi, in 3D? Il trailer non lascia (giustamente) trapelare il vero senso del film, è solo un insieme di scene da cui non si capisce quasi nulla.

In libreria ho poi visto il libro da cui è tratto, scritto e illustrato da Brian Selznick. Quando l'ho visto sembrava enorme, e quando l'ho aperto sono rimasto a bocca aperta. E' uno strano esperimento (riuscito, lo dico subito) di ibridare cinema, letteratura e illustrazione. Gran parte del libro è costituito dalle bellissime quanto semplici illustrazioni dell'autore, che occupano uno spazio affatto marginale rispetto alla parte scritta, tanto che sembra che siano le parole a corredare le immagini, e non viceversa. Addirittura apertura e chiusura del libro sono vedere e proprie sequenze cinematografiche.

Ma, e questo non si capisce dal trailer, il modo in cui la storia è raccontata non è indipendente dalla storia stessa. Non mi va di dirvi il perchè, vi rovinerei la sorpresa. Vi dico solo che, in un modo tutto suo, questo racconto (sono 520 pagine, ma se fosse un libro normale impaginato in maniera standard probabilmente saremmo sul centinaio, a occhio) parla di cinema, essendo un tributo a uno dei più grandi registi della storia. La narrazione è molto semplice, il target è ben chiaro (bambini e ragazzi), quindi non aspettatevi grande letteratura, ma un'esperienza davvero particolare. L'ho letto in quattro ore, fate voi, si divora.

Più che altro ho il dubbio se ci sia o meno abbastanza materiale per un film intero. Lo si vedrà a novembre quando uscirà nelle sale. Ed è in 3d nativo, e per questo rispetto il vecchio Martin. Non ne uscirà (forse) un capolavoro, ma mi aspetto un bel film per ragazzi, non fantasy (cosa che, furbescamente, sembra suggerire) una volta tanto.

mercoledì 27 luglio 2011

[RECE] Community Stagione 1&2

La mia vita degli ultimi giorni è stata monopolizzata. Ho deciso di recuperare una serie che non ho seguito in diretta, "Community". Ne parlavano tutti benissimo, sopratutto perchè poco considerata dai premi di settore anche se molto meritevole.
E già dopo poche puntate mi sono dovuto fare una domanda : "Isa, hai visto un sacco di robaccia negli ultimi anni... Perchè non hai visto questo pilot due anni fa???????????".
La risposta, ovviamente, è perchè sono un babbo. Ho seguito "Mike & Molly" e "No Ordinary Family", cristo santo. E questa l'ho recuperata solo adesso.

Ragazzi, non fate il mio stesso errore. Procuratevela immediatamente, è un capolavoro (per il genere eh, non sto scomodando serie del livello di "Breaking Bad").

E' una comedy ambientata in un Community College, la versione per pezzenti (e statale) dei College americani, strutturato nello stesso (meraviglioso, secondo me) modo di quelli "veri", ma con servizi (e prezzi, i college americani sono costosi in modo che non ci immaginiamo nemmeno) decisamente inferiori.
Il protagonista è un ex-avvocato, Jeff, a cui è stato revocato il permesso di insegnare perchè aveva usato fino a quel momento (e piuttosto bene) una laurea fasulla. Costretto a ricominciare da zero, cerca in tutti i modi di recuperare il pezzo di carta seguendo la sacra filosofia dello zero sbatti (Strike 1). Nella classe di spagnolo nota un bel gnocchino, Britta (Strike 2), e per cercare di approcciarla si inventa di sana pianta un gruppo di studio (in teoria ristretto a solo loro due). Lei, di tutta risposta, diffonde la voce e Jeff si trova davanti un gruppo di sei persone. Questo è l'incipit della serie. La trama? Nessuna, loro che fanno qualsiasi cosa anzichè studiare, i professori (o presunti tali) che fanno qualunque cosa anzichè insegnare. Ma nel frattempo gli Autori ci deliziano con una serie divertentissima, che regala gag geniali come fossero noccioline, intrecci amorosi, ma sopratutto Abed (strike 3 e WIN).
Abed è forse il personaggio più divertente che abbia visto in TV dai tempi di Sheldon (non saprei decidere quale dei due preferisco). E' un ragazzo indiano cresciuto a pane e cultura pop, quasi incapace di interpretare la realtà se non filtrandola attraverso situazioni cinematografiche e citazioni. E, la cosa divertente, è che la approssima piuttosto bene (e l'attore è bravissimo)...
La serie poi è estremamente meta, gioca con il linguaggio televisivo e cinematografico in maniera molto esplicita, con risultati geniali. Ci sono puntate girate e montate come film d'azione, western, fantasy, cartoni animati... c'è di tutto.
E se riuscite a vedere l'episodio del Paintball senza rotolarvi dal ridere non avete un'anima.
Il cast è spettacolo, anche se devo ammettere che non amo tutti i personaggi allo stesso modo. Adoro Jeff e Britta e la coppia Abed & Troy, il guy love più divertente che abbia visto dai tempi di Scrubs. Annie... Annie non fatemela commentare, potrei essere volgare (in positivo eh... nell'episodio western è ALLUCINANTE)... Pierce e Shirley sono personaggi altalenanti (ma che in generale non mi piacciono, a parte quando usano Shirley per criticare, in modo molto leggero ma cattivo, le persone religiose). Poi c'è il preside, gay non dichiarato ma decisamente evidente, che fa crepare, così come il psicologo/professore di qualunque cosa inglese. E poi c'è "Tette di Annie", vedrete chi è.
E, sopratutto, c'è Ken Jeong. Ken "Una Notte da Leoni" Jeong. Che da solo vale la visione della serie.

Potrei elencarvi una fila di battute e gag geniali per convincervi a vederla, ma ve le lascio godere. Vi dirò anche che ci sono guest star bomba (dentro e fuori campo), ma non vi dirò chi.

Recuperatela, a settembre inizia la terza stagione...

domenica 24 luglio 2011

[RECE] Captain America - Il Primo Vendicatore

Prima di questa recensione avrei dovuto fare quella dell'ultimo Potter, ma non l'ho fatta (non avevo voglia, ma principalmente se ne è parlato già abbastanza). In due parole, mi è piaciuto, con qualche riserva a livello di gestione del finale (da imputare al libro, non al film). Comunque è stata una grande saga (sia i libri che i film).

Tornando al topic. Non conosco troppo bene il personaggio, l'ho letto solo nei meravigliosi cicli di Ultimates di Millar e Hitch. Non è comunque un personaggio che mi abbia particolarmente attratto, anche perchè, patriottismo ben poco condivisibile a parte, non lo trovo interessante sotto nessun punto di vista (è coraggioso perchè è buono, è buono perchè è coraggioso. Punto.). Ma il film andava visto, sia per dovere (me li vedo tutti) sia perchè è fatto ad uso e consumo del prossimo Avengers.
E com'è il film? Piccolo (e in alcune cose si vede), ma carino.
La storia è ambientata, come è noto, durante la WWII, quando uno Steve Rogers rachitico (complimenti agli addetti, l'effetto digitale è impressionante) viene trasformato nel soldato definitivo. Alla morte dello scienziato creatore del supersiero l'utilità del progetto si annulla (in effetti, a pensarci bene, con un solo supersoldato sembrerebbe dura riuscire ad ottenere qualcosa). Qui inizia la sequenza migliore del film, in cui Rogers viene costretto (più o meno) a usare i suoi poteri per fini propagandistici (unendo la cosa con l'uso di un costume esattamente uguale a quello dei vecchi fumetti credo si sia voluto criticare l'uso stesso nel personaggio quando era stato creato, non credo proprio sia un caso). Il personaggio raggiunge però un punto di rottura, e diventa l'eroe che conosciamo.
Si beh poi c'è il cattivo, che è cattivo cattivo cattivo, Cap lo mena un po', finchè questo scompare teletrasportato da un raggio, mentre Cap va a schiantarsi nel ghiaccio prima di essere ritrovato ed entra a far parte degli Avengers.
Lucas Lee.... cioè volevo dire Chris Evans l'ho trovato decisamente in parte, forse un po' gigione di troppo ma niente di fastidioso. Nel cast ovviamente spiccano i piccoli ruoli di Tommy Lee Jones e di Stanley Tucci, e ne sa un sacco anche Sebastian Stan/Bucky (di "Kings"-iana memoria, per chi ha avuto l'onore di vedere quel piccolo capolavoro di serie).
Il film è scritto piuttosto bene, con le concessioni che si possono fare a un film del genere, devo dire che la sequenza parodistica che ho citato gli ha fatto guadagnare parecchi punti. Poi certo, qualche imperfezione o sequenza decisamente poco credibile c'è sempre (la scena della granata, e in generale tutte le invasioni delle basi dell'Hydra). A livello tecnico, gli effetti speciali sono decenti, con qualche caduta nella maschera CGI di Teschio Rosso (l'avessero fatto con una maschera vera il risultato sarebbe stato decisamente migliore) e sopratutto in alcune scene di esplosioni decisamente pacchiane (non al livello di "Wolverine", ma comunque bruttine). Il costume è decisamente azzeccato, molto credibile, e ancora meglio è quello che verrà usato in Avengers (sono uscite le prime immagini).
Un piccolo appunto che mi sento di fargli è che lascia come sottinteso il congelamento e lo scongelamento di Cap, ovviamente conosciuto dai fan, ma sconosciuto da chi non conosce il personaggio. Ed è piuttosto strano perchè sarebbe bastata aggiungere una sola inquadratura all'inizio per spiegare il processo.
Ma, sopratutto... CAPTAIN America?? Traduttori, sapete quanto vi voglio bene (poco): vi lascio passare l'aver tenuto "Spiderman" senza tradurlo (ci stava tutto sommato), ho sopportato la voce da trans di Batman in The Dark Knight... ma CAPTAIN lasciato in inglese (non solo nel titolo, ma nei dialoghi!!!) è ASSURDO. E' uno sputo nelle orecchie. Soprattutto perchè non c'è nessun motivo per farlo...

Per concludere, la ragione principale per cui ho pagato il biglietto, come è noto, è il teaser degli Avengers alla fine. Al posto della classica scena bonus che ricollega al progetto, abbastanza a sorpresa a Cap è stato allegato il teaser. Il mio hype è a un milione, sono un fanboy al limite dell'idolatria per Joss Whedon, la mia attesa per quel film è enorme e le mie conseguenti aspettative sono altissime. Parlando del teaser, devo dire che non posso ritenermi soddisfatto. Non perchè è brevissimo (è un teaser, ci sta), ma è montato in maniera talmente veloce da non capirci nulla (ogni personaggio viene inquadrato meno di un secondo, addirittura si dovrebbe vedere Hulk ma non ci siam riusciti. Al cinema almeno ha avuto una vista iperveloce della Smulders (online era invisibile) e del Bruce Banner di Mark Ruffalo. Aspetto che esca la versione HD online così me la scarico e la iper rallento, almeno ho speranza di vedere qualcosa. Hype a un milione comunque...

venerdì 1 luglio 2011

[RECE] Transformers 3

C'è bisogno di premettere una cosa. Quando vedo un film, il mio giudizio è sempre relativo alle mie aspettative. In altre parole, il metro che uso per giudicare un film di Malick non è lo stesso con cui giudico un film Pixar o come giudico un film come Fast & Furious 5. Transformers è un film tratto da un giocattolo, e questo è il punto di partenza del mio giudizio.

Faccio parte della minuta (che poi, visto come sta andando questo, nemmeno troppo minuta) schiera che ha apprezzato anche il secondo capitolo della saga, pur riconoscendogli alcuni grossi difetti, su tutti l'eccessiva stupidità di alcune scene e la confusione nella messa in scena di altre (soprattutto le scene di lotta), dovuta a uno stile di ripresa troppo veloce.
Nel terzo capitolo, secondo me, le cose sono migliorate. Il 3d (nativo) ha costretto Bay a girare con telecamere molto più grosse (queste) il che non gli ha permesso di riprendere in maniera iperveloce come al suo solito, e ha sostituito la velocità con tonnellate di rallenty (cosa tipicamente da blockbuster americano, diciamolo). Il primo risultato evidente è che le scene di lotta fra i robottoni sono decisamente più chiare. E, va detto, la differenza fra il 3d nativo e quello riconvertito è abissale: pur continuando a pensare che la sua utilità nel cinema sia decisamente marginale, qui il tutto è perfettamente amalgamato, il 3d si nota dove serve e fa il suo sporco lavoro.
Il lavoro tecnico è impeccabile, ma niente che non si sia già visto nei capitoli precedenti. Le scene con i palazzi fatti a pezzi fanno davvero paura (in senso positivo).
Il cast è una bomba, tra un divertentissimo Malkovich a una piccola parte del folle Ken Jeong (da "Una Notte Da Leoni"), a un inaspettato McDreamy (Dempsey) cattivo fanno tutti il loro lavoro (proporzionato al film, sia chiaro, niente di memorabile), con una sola eccezione. LEI.
Va detto, la Fox nei primi due era qualcosa di esagerato. Cagna, sia chiaro, ma figa in maniera imbarazzante. La Whiteley invece, è altrettanto cagna, ma anche meno figa. Molto meno figa. E'statuaria, ma finta. E, sopratutto, il personaggio che gli è stato scritto addosso è decisamente pessimo. Per quanto improbabile, il personaggio della Fox aveva un suo senso, era contestualizzato nell'ambiente del protagonista. Questa invece... boh. Il loro incontro viene mostrato in un flashback, e la scena e le conseguenze non stanno proprio in piedi.
Va anche detto che nessuno dei personaggi è eccellente, sono tutti abbastanza piatti, e uno sforzo in più nella loro definizione schifo non avrebbe fatto.

Ho trovato molto divertente la scena iniziale, in cui si "svela" il background della corsa spaziale degli anni '60 innestandola con la mitologia del film, ibridando scene d'epoca con scene girate. Ma la trama ha un sacco di buchi (stavolta spoilero). Non si capisce il perchè i Decepticon avessero da sempre cercato di distuggere gli Autobot se il loro piano è sempre stato quello di usarli per far "resuscitare" il loro alleato Sentinel Prime. Che, tra l'altro, rifiuta il potere datogli da Optimus, che gli avrebbe permesso da subito di sbaragliare tutti. Il tutto solo per ritardare un po' il colpo di scena del suo tradimento (che, sinceramente, tanto colpo di scena non era). Ho trovato parecchio assurda la scena dell'esilio. Per due motivi: 1) ma se l'esistenza dei Transformers è nota ai terrestri (visto che la notizia viene data al telegiornale, e la sua medaglia da parte di Obama è stata una cosa pubblica), perchè Sam deve FAR CREDERE alla gente quello che è successo? 2) qualche scena prima in un attimo gli Autobot vanno sulla luna con la loro astronave, perchè per esiliarli gli umani hanno dovuto (a tempo record poco credibile tra l'altro) costruire un razzo???

La trama senza minimo dubbio è il punto debole del film, ma devo dire di ritenermi soddisfatto nel complesso, il suo lavoro lo fa, la messa in scena è incredibile (tra l'altro sono curioso di vedermi il making of nel bluray) ed ha un giusto bilanciamento tra scene d'azione e scene divertenti (che, a differenza del precedente, non scadono nel becero -ok, forse la scena del bagno, ma era troppo divertente).
Va anche detto che questo è l'ultimo capitolo per questi realizzatori (Bay e laBeouf), ma è stato fatto in maniera non particolarmente incisiva. Al posto di uscire col botto questo capitolo si limita a fare il suo lavoro, senza strafare. Certo, non che il materiale di partenza sia una gran fonte, ok, però uno sforzo per renderlo un po' più accattivante (anche perchè in due ore e mezza di film il tempo c'era).

Rileggendo questa recensione sempre che il film mi abbia fatto schifo forse, ma non è così, non è un filmone imprescindibile ma l'ho trovato divertente. E, nel suo piccolo, mi ha fatto definitivamente capire che d'ora in poi vedrò in 3d solo film girati in nativo (farò un'eccezione l'anno prossimo per Titanic -anche se andrò da solo mi sa)...



domenica 26 giugno 2011

[RECE] Cars 2

Stavolta sarò breve (doma ho l'ultimo esame, sperem...).

Cars 2. Mentirei se dicessi che lo stavo aspettando con trepidanza. Già il primo non era sta gran cosa, a parte il livello tecnico eccellente. Come antipasto è uscito "Le Avventure di Carl Attrezzi", che ne sa un sacco e che consiglio caldamente.
Premetto, io dalla Pixar mi aspetto tanto, tantissimo. Toy Story 3 è qualcosa di trascendentale. Con questo film mi (ci) hanno fatto capire di essere esseri umani anche loro.
Non è bastato il ritorno alla regia del capoccia Lasseter per risollevare uno script mediocre, che sembra prendere in giro i cliche più abusati del cinema di spionaggio, per poi invece usarli tutti allo stesso modo. E'un film che non colpisce nel segno, non è abbastanza divertente per piacere ai più piccoli e non è abbastanza grande cinema per piacere ai più grandi.
Poi beh, la mano c'è, dire che è un brutto film è sicuramente esagerato. Tecnicamente l'ho trovato eccelso (alcune scene - paesaggi - ho il sospetto siano state filmate e ritoccate, non posso davvero credere che le abbiano disegnate), ma questo non basta.
Non me la sento di bocciarlo, ma sarebbe negare l'evidenza dire che è un bel film. Almeno l'ho visto in 2D, senza avere il rammarico di averci sprecato soldi. Peccato, davvero.

venerdì 10 giugno 2011

Chi ha qualcosa da dire, parli ora o taccia per sempre

Non sono una persona informata. Ho smesso da tempo di seguire giornali e telegiornali (se non in maniera molto sporadica), sono estremamente stufo di non poter avere un'informazione obiettiva e, soprattutto, utile. Nonostante i miei (nostri) discorsi da bar finiscano sempre a finire sulla politica o la religione (o uno strano misto fra queste due cose), la verità, che non nego assolutamente, è che non siamo competenti. E, come noi, la stragrande maggioranza degli italiani non lo è. Dunque, quello che segue non ha alcun valore, oppure ne ha tantissimo, perché rispecchia il modo di pensare -corretto o meno che sia- di tanta gente come me.

Nell'ultimo periodo si sta parlando un sacco del referendum, o meglio, anomalia italiana, di quanto non si parli del referendum, cosa che, comicamente, è la stessa cosa.
Premessa, io andrò a votare. Su cosa voterò, ne parlerò dopo. Trovo un insulto alla democrazia e ai cittadini l'esistenza del quorum. In sostanza, quando una votazione è decisa dalla classe politica (le elezioni ai vari livelli) il concetto è semplice: il vincitore è deciso in base alla scelta dei votanti, a prescindere da quanti essi siano. Il non andare a votare equivale a far perdere la propria opinione di valore a livello nazionale. Semplice, chiaro, e sono d'accordo. Non votare è una scelta, ma bisogna essere consapevoli di quello che si sta facendo (si veda il titolo del post).
Invece con i referendum -sottintendo abrogativo-, uno degli unici due strumenti di democrazia diretta che abbiamo (insieme alla legge popolare), funziona ben diversamente. Data una legge IN VIGORE, si deve decidere se abolirla o meno. Chi non vota è come se votasse no. E se la somma dei voti sì e dei voti no non raggiunge il 50% degli aventi diritto, i voti espressi non contano NULLA. Sono d'accordissimo (lo sono spesso ma non sempre) con il Movimento 5 Stelle, quando parla di abolire questo sistema. Il voto referendario deve avere lo stesso significato del voto elettorale: se si è d'accordo con la legge vigente, si vota no, se non lo si è, si vota sì. Già il fatto che non esista il referendum propositivo (è una mancanza della Costituzione) è abbastanza un insulto, concedeteci almeno questo. Non trovo accettabile sentire politici che istigano a non votare. E'un insulto alla nostra dignità di cittadini. Se avete fatto certe leggi, le condividete, informate la gente del perchè le cose vanno bene così e convincetela a votare NO. E' molto semplice, più chiaro, e non lesivo di quel poco potere effettivo che ci è rimasto.
Qui chiudo il discorso di base.

Andiamo nello specifico di questo referendum. La disinformazione, da entrambe le parti, è stata incredibile. Dall'area di destra l'istigazione al non voto, da sinistra la diffusione di informazioni sbagliate, fuori rotta. Almeno in quello, ho una mentalità abbastanza indipendente da votare quello che penso, non riconoscendomi in nessun partito (e, col passare del tempo, sempre meno anche con una specifica visione politica). Nonostante la mia tendenza iniziale fosse per votare ciecamente i 4 sì (per cieca opposizione a quella presa in giro di governo che abbiamo), ho voluto informarmi abbastanza da poter avere un parere.
E qui sorge un problema. Ha davvero così senso chiedere un parere popolare su questioni così tecniche? Siamo abbastanza ferrati in economia per capire i vantaggi/svantaggi della privatizzazione dell'acqua? Siamo esperti in materia energetica (e l'economia che ci gira intorno) per avere un parere che valga qualcosa sul nucleare? La risposta è chiara.
Ma, soprattutto (e questo mi ricorda le manifestazioni studentesche di qualche tempo fa a cui, sia chiaro, non ho voluto far parte) quanti di noi e di quelli che stanno protestando hanno effettivamente letto e capito queste leggi??
Credo che votare senza una minima cognizione di causa, seguendo quello che ci viene detto dall'alto, sia peggio che non votare.

Di mio, per quanto possibile, ho cercato di informarmi. Ho provato a leggere i testi delle leggi, ma la verità è che non ci ho capito una mazza, non sono in grado di leggerli e di conseguenza di capirli.

Partiamo sull'acqua. I discorsi astratti che si stanno facendo si devono 1) scontrare con la realtà dei fatti 2) mettere d'accordo con quello che si sta effettivamente votando. A questo proposito vi linko questa pagina http://punto-lib.blogspot.com/2011/05/tutte-le-bugie-che-ti-hanno-detto.html. Mi è piaciuta molto l'impostazione, non schierata ma chiara e semplice (meglio ancora il video che hanno realizzato). Non dà indicazione di voto sul primo quesito, anche perchè dimostra che le motivazioni del sì sono infondate. Sul secondo punto la questione è ampiamente condivisibile (va bene la teoria, ma bisogna vedere la pratica). E, tra l'altro, è abbastanza intelligente da mostrare quanto questo referendum serva a poco a cambiare le cose, ma che di cose da cambiare ce ne siano (questo punto non esiste da parte dei sostenitori -politici- del no), ma non sono quelle scelte dai quesiti referendari. Visto che non sono in grado di informarmi direttamente, mi devo affidare a informazione mediata, e fra le cose che ho visto, questo è quello che mi ha convinto di più. Dunque, voterò no in entrambi i quesiti sull'acqua (sopratutto il secondo).

Sul nucleare ho deciso di non votare. Non ho trovato informazioni soddisfacenti, addirittura il parere degli esperti è contrastante in se stesso. Il mio parere da informatico non vale nulla in questo contesto. So che non sono competente per parlare del nucleare il generale, ma so con certezza che non lo voglio qui (non siamo stati in grado di gestire la spazzatura, voglio vedere cosa facciamo con le scorie - non è una scelta emotiva). Ma voglio avere la certezza che il mio sì significhi questo, e non l'ho perchè non riesco a capire il testo della legge. Preferisco astenermi che magari votare il contrario di quello che penso.

Sul legittimo impedimento è invece stranamente semplice la scelta. Il testo è il seguente (preso da http://www.eius.it/normativa/2010/004.asp):

Legge 7 aprile 2010, n. 51

Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza

(G.U. 8 aprile 2010, n. 81)

Con sentenza 25 gennaio 2011, n. 23, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità delle seguenti disposizioni della presente legge: art. 1, comma 3, nella parte in cui non prevede che il giudice valuti in concreto, a norma dell'art. 420-ter, comma 1, c.p.p., l'impedimento addotto; art. 1, comma 4.

Art. 1.

1. Per il Presidente del Consiglio dei ministri costituisce legittimo impedimento, ai sensi dell'articolo 420-ter del codice di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, quale imputato, il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti e in particolare dagli articoli 5, 6 e 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, dagli articoli 2, 3 e 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni, e dal regolamento interno del Consiglio dei Ministri, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 novembre 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 268 del 15 novembre 1993, e successive modificazioni, delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di governo.

2. Per i Ministri l'esercizio delle attività previste dalle leggi e dai regolamenti che ne disciplinano le attribuzioni, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di governo, costituisce legittimo impedimento, ai sensi dell'articolo 420-ter del codice di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali quali imputati.

3. Il giudice, su richiesta di parte, quando ricorrono le ipotesi di cui ai commi precedenti, rinvia il processo ad altra udienza.

4. Ove la Presidenza del Consiglio dei ministri attesti che l'impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice rinvia il processo a udienza successiva al periodo indicato, che non può essere superiore a sei mesi.

5. Il corso della prescrizione rimane sospeso per l'intera durata del rinvio, secondo quanto previsto dall'articolo 159, primo comma, numero 3), del codice penale, e si applica il terzo comma del medesimo articolo 159 del codice penale.

6. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge.


Una volta tanto, si capisce cosa c'è scritto. E non mi piace. Non esiste che una persona chiamata in giudizio non ci vada. SOPRATTUTTO se è un politico. Chiunque esso sia. Se fisicamente non può esserci, devono esserci i suoi avvocati, e il processo deve continuare in contumacia. Non esiste proprio che un politico abbia maggiori diritti di un cittadino comune. Questo è un SI' convinto. Poi lo so che da "legittimo impedimento" lo chiameranno "giustificabile ostacolo" e lo rimetteranno come legge (vedi "finanziamenti ai partiti"--> "rimborsi elettorali"), però in cuor mio saprò di aver fatto la mia parte. Della serie, almeno ci abbiamo provato.


Con questo, passo e chiudo. Informatevi, fatevi un opinione, ma andate a votare cazzo...



mercoledì 8 giugno 2011

Certe cose vale proprio la pena condividerle...


Chiedo ufficialmente di sostituire i poveri e maltrattati (tra l'altro, non ho mai capito il perchè) geologi con i grafologi nelle battute sui lavori inutili.

Come sempre, complimentoni ai "giornalisti"...
Tra l'altro, senza essere espertoni, come cazzo si fa a non capire che è scritto da un computer quel testo? Balza all'occhio da subito, mi stupirei fosse il contrario...

lunedì 6 giugno 2011

Doctor Who - Stagione 6, Parte 1

Premessa: diversamente dal mio solito, sarò ESTREMAMENTE SPOILEROSO. Dunque, se non avete ancora visto la stagione, non leggete questo post.


Come faremo a stare senza Dottore fino a Ottobre? Ma, sopratutto, ne è valsa la pena di spezzare in due la stagione (Moffat addirittura voleva chiuderla qui e iniziare la settima a Ottobre)?
Episodio per episodio, il mio giudizio (evito di raccontare gli episodi, li avete visti).

Episodi 1 & 2: The Impossible Astronaut & Day of the Moon
Un ottovolante di avvenimenti, i nuovi Big Bad, i Silenti (il cui avvento era già stato predetto nella stagione precedente) ne sanno un sacco (e, sicuramente, la loro storia non finisce qui), WTF moment dell'anno la rigenerazione della bambina (ok, ora possiamo dirlo, di River).
Voto: 9

Episodio 3: The Curse of The Black Spot
Verrebbe da dire che è un episodio deludente, ma in fondo di un momento di pausa prima dello sprint finale ci stava. E Lily Cole è sempre un piacere.
Voto: 7 1/2

Episodio 4: The Doctor's Wife
Per me, l'episodio più atteso dell'anno. Neil Gaiman che scrive Doctor Who, un sogno che si avvera, e che ripaga le aspettative. La cosa più incredibile di questo episodio è che Gaiman è riuscito a trovare un'idea mai esplorata in 33 stagioni (e il fatto che ce ne siano ancora fa capire quanto fottutamente grande sia questa serie). Tutti sappiamo che il TARDIS è vivo (o meglio, vivA), perchè non farla incarnare in un personaggio in carne e ossa? Episodio che sarebbe da classificare come filler, ma che è talmente inserito nella mitologia stessa della serie che non me la sento. E poi, è meraviglioso. Voto: 9

Episodio 5&6: The Rebel Flesh e The Almost People.
Sembrava un filler, vedendo la prima parte, ma non lo era affatto. Un episodio che porta a riflessioni esistenziali non indifferenti, con una nonchalance incredibile da parte degli autori. Il finale è il secondo WTF moment dell'anno. Voto: 8 1/2

Episodio 7: A Good Man Goes To War
L'episodio più atteso, che ha fatto decidere a Moffat di dividere in due la stagione per la portata dei suoi eventi. Lo dico subito, non ne è valsa la pena. Non perchè sia un brutto episodio, non lo è affatto, è messo in scena da dio. Ha però delle cadute notevoli in sceneggiatura (che da Moffat non mi sarei aspettato): l'ennesima ripetizione del parallelismo fra il Dottore e Rory a inizio episodio, con la scelta finale di Amy nei confronti di Rory (Moff, l'abbiam capito che ha scelto lui, adesso basta), l'apparizione a effetto del Dottore fatta in maniera estremamente prevedibile (eran tre monaci incappucciati, sarebbe bastato farlo uscire dal secondo anzichè dal terzo...), un Dottore fregato due volte nello stesso modo, ma soprattutto una scena finale priva di ogni potenza. La rivelazione finale del fatto che River fosse la figlia di Amy non è affatto un fulmine a ciel sereno. Tutto quadra, non c'è dubbio, ma mi sarei aspettato qualcosa di più (era una delle ipotesi più in voga). Il finale non mette aspettativa, sembra quasi una chiusura, e non funziona come dovrebbe come preludio a una seconda parte. E poi diciamolo, ha capito che Amy era un clone e non che River è una Signora del Tempo (anche se ibrida)? E' abbastanza poco credibile.
Nonostante questi difetti evidenti, l'episodio è un tour-de-force che funziona, ma non abbastanza da occupare la posizione che gli è stata data. Paragonabili sono gli episodi 4 e 5 della quinta stagione. Sono abbastanza deluso, devo dirlo. Spero che mi smentiscano con il secondo tronco, anche perchè la storia non è certo finita qui (alla Kingston è scappato - diciamo così... - qualcosa durante l'ultimo Confidential, facendo intendere che mancano ancora dei tasselli) . Voto: 8-

Se devo dare un giudizio complessivo, è un po' più basso della stagione 5, più semplice ma che sapeva bene dove andare a parare, e lo faceva con classe. Qui si è alzato il livello, ma Moff non è riuscito a ottenere un risultato proporzionato alle aspettative, seppur ottimo. Diciamo un 8 e mezzo.

Comunque sia, non vedo l'ora che ricominci. Nell'attesa, vedremo cosa ha combinato il caro vecchio RTD (con l'aiuto della Espenson *-*) con la quarta stagione di Torchwood...

giovedì 2 giugno 2011

[RECE] Superman: Terra Uno

Superman: Earth One, scritto da J. Michael Straczynski e disegnato da Shane Davis. è il primo dei progetti che ha in cantiere la DC Comics per creare in un certo modo il suo universo Ultimate. Il ritardo che sta avendo il Batman: Earth One di Geoff Johns e Gary Frank , unito alla recente e abbastanza curiosa notizia del reboot dell'universo DC in programma per fine estate, credo che sia il chiaro segnale della chiusura del progetto. Curiosamente, JMS e Frank avevano collaborato anni fa per la Marvel per un operazione simile, Supreme Power, serie partita più che benissimo ma poi abbandonata a se stessa da autori e casa editrice---

Non mi sento di bocciare il volume, ma le mie aspettative erano molto più alte. Superman è IL supereroe, non ci sono cazzi (nonostante non sia tra le mie preferenze), è un icona non solo fumettistica ma culturale. JMS non è esattamente l'ultimo scrittore, ha scritto roba non indifferente sia in campo fumettistico che in campo televisivo che in campo cinematografico. Il suo lavoro lo sa fare, e lo fa pure qui. Il ritmo è molto cinematografico, sicuramente il tutto è aiutato dai disegni di Davis, evidentemente emulo di Jim Lee e in sostanza dello stile Image/Top Cow di inizi anni '90, con uno stile molto dettagliato e molto dinamico.
E' l'approccio che lascia perplessi. Conosciamo il personaggio già cresciuto, al suo arrivo a Metropolis, che senza farsi grossi problemi primeggia in diversi campi (in questa cosa, è abbastanza originale). Ma nel resto... è Superman. Come lo si è letto da sempre, ne più ne meno. Capisco il voler essere in qualche modo fedele alla serie originale, ma un atteggiamento del genere relega questa uscita a nulla più che un what-if ben scritto e disegnato. Carino, ma non esaltante, il villain ideato per questa graphic novel, che introduce una mitologia alternativa per la distruzione di Krypton (molto meno affascinante della versione originale). I personaggi secondari sono appena tratteggiati, ma ho notato una curiosa, e piuttosto fastidiosa direi, somiglianza fra i tratti di Perry White e quelli di JJJ di Spiderman (non so se è un impressione solo mia). L'approccio degli autori è senza dubbio più realistico e moderno del Superman che conosciamo, ma non riesce ad incidere un segno indelebile nella sua mitologia. Il tutto mi è sembrato già letto, non incisivo.
Un buon lavoro tecnico, senza dubbio, ma un uscita non certo fondamentale.
Peccato, JMS ha detto che scrivere una storia del genere era da tempo il suo sogno. Noi invece lo ricorderemo meglio con il suo lavoro su Mark Milton in Supreme Power, un approccio al mito di Superman molto più interessante di questo...

mercoledì 1 giugno 2011

[RECE] The Tree Of Life

Sono stato molto combattuto se scrivere o meno questa recensione. Per due motivi principalmente: perchè la mie parole non saranno mai degne di questo film e perchè credo di non averlo capito abbastanza per analizzarlo.
Sono uscito dalla sala frastornato, esaltato, e principalmente confuso.
Non avere le parole giuste per parlarne è per me una soddisfazione. Io che sono così abituato a prendere film, serie, libri, fumetti, decostruirli e analizzarli davanti a cose del genere mi sento tanto tanto piccolo. Perchè non si può fare.
Ho avuto una discussione (piuttosto accesa tra l'altro) qualche giorno fa su quanto un autore possa andare a stravolgere il media che sta usando. Io ero del parere che lo possa fare in minima parte, bravo che sia, e ancora lo penso. Ma qui Malick lo fa. E contemporaneamente non lo fa affatto. Il cinema è, alle sue radici, immagine in movimento, che deve prima di tutto comunicare e poi narrare.
The Tree Of Life non ha una trama vera e propria. Addirittura i pochissimi personaggi che ci sono non hanno nemmeno nomi, non servono, non sono necessari. L'occhio di Malick ricorda la potenza espressiva di quello Kubrickiano (no, il paragone non è affatto azzardato), ma ne è agli antipodi. Kubrick aveva uno sguardo freddo, gelido sulla realtà e la sua interpretazione, l'eleganza stilistica che lo ha sempre distinto portava a osservare quello che veniva mostrato nelle sue pellicole con occhio critico, distaccato. Malick è al contrario, come Stanley ha un modo di progettare le inquadrature e le scene molto personale e assolutamente atipico, ma le fredde e calcolate (sia chiaro, non sto criticando Kubrick, per me è un modello imprescindibile) carrellate sono sostituite da movimentatissime soggettive (ma senza nessun soggetto) con camera a mano, che trasporta lo spettatore brutalmente all'interno della situazione, come se si entrasse, fisicamente e emotivamente, all'interno di ciò che viene raccontato, mostrato, suggerito.
Nei suoi pochissimi film precedenti (tutti eccellenti, forse così così solo "I Giorni del Cielo", ma lo dovrei rivedere) aveva già usato un modo di intendere il cinema assolutamente unico e inimitabile, trattando temi durissimi con un gusto poetico che nessun autore ha mai portato alla sua eccellenza, ma qui il tutto viene portato all'estremo.
Dopo quarant'anni di carriera esce questo, che credo verrà ricordato come il suo capolavoro, a meno che riesca a sorprenderci di nuovo con le sue prossime uscite (ha in cantiere un "documentario" sulla nascita dell'universo, espansione della meravigliosa, enorme sequenza presente in TOL, e un altro misterioso film, ora in post produzione - con i suoi tempi, prima del 2014 non se ne parla mi sa). E' cinema che torna agli esordi, elimina il concetto preconfezionato di narrazione a cui siamo abituati, mettendo in parallelo la storia della nascita dell'universo con l'estremamente intima storia di una famiglia americana degli anni 50. La narrazione fa continui salti temporali, guidati dalle sue caratteristiche voci fuori campo (prominente in tutto il suo cinema), che non narrano, ma sono semplicemente i pensieri più intimi dei personaggi. Addirittura si parte dalla fine, con le conseguenze di un evento drammatico che rimane inspiegato, per poi passare alla nascita dell'universo, con una sequenza che è una goduria per occhi e anima. E, cazzo, ci sono dinosauri in questo film. Dinosauri (tra l'altro, con una CGI eccellente. Malick, perfezionista com'è, non avrebbe accettato di meno) che vengono visti dal regista con lo stesso, dolcissimo, occhio con cui vede gli umani. La scena è molto particolare, e non è comprensibile di primo acchito secondo me. Alessandro che è venuto con me al cinema mi ha aiutato a capirla (era la sua seconda visione, e a suo parere aiuta moltissimo rivederlo). Senza raccontare la scena, in sostanza è l'ennesima rappresentazione di un concetto che viene espresso nel film, non ricordo le parole esatte, in cui viene detto che ci sono due modi per vivere, seguire la via della Natura o la via della Grazia. Il concetto è permeato nel film, a livello universale e particolare, e lo stesso concetto di dualismo è incarnato nella pellicola in diversi elementi. Una vera analisi a livello contenutistico del film non oso nemmeno farla, non ne sono in grado, è decisamente TROPPO per me.
Tornando in un ambito in cui posso dire qualcosa che abbia un minimo di valore, parliamo del cast. Pitt è splendido (e, insieme a Di Caprio, ha tutta la mia stima per quanto sia capace di mettersi in gioco), il suo affatto banale personaggio è caratterizzato meravigliosamente, nel suo essere sempre in bilico fra giusto e sbagliato, in sostanza umano. Penn fa una piccolissima parte (anche se è, in sostanza, il personaggio protagonista del film), rappresentando il figlio di Pitt al giorno d'oggi, e lo fa con la consueta classe e un'impressionante somiglianza con l'attore che rappresenta il personaggio da piccolo. Attore che attore non è. Questo è il suo primo film, guardatelo e rimanete a bocca aperta. Anche la splendida moglie di Pitt non scherza, con questo suo aspetto etereo (Ale ha detto "elfico", e non gli darei torto), tra l'altro messo in evidenza da alcune sequenze particolarmente oniriche (e, oserei dire, leggermente erotiche) nella mente di suo figlio.
Ci sono scene di un'espressività da antologia, che con due inquadrature (senza dialoghi) dicono tantissimo. L'unica sequenza indubbiamente erotica del film è da studiare, è chiarissimo quello che succede, ma senza mostrarlo. Allo stesso modo la brevissima scena del tribunale, che mostra l'ennesimo fallimento del personaggio di Pitt, è resa con un'efficacia espressiva incredibile (aiutata dalla voce fuori campo, che fa estremamente da contrasto).
E'un film atipico, assolutamente originale, oserei dire rivoluzionario se non fosse che una cosa del genere non potrebbe essere replicata, se non in casi estremamente sporadici. Qui si parla di Arte pura, in cui il Cinema esplode in tutta la sua potenza.
Sicuramente non è un film per tutti. Bisogna vederlo con una certa predisposizione d'animo, una notevole dose di pazienza e di attenzione che non tutti possono dare per quasi due ore e mezza. Ma ne vale assolutamente la pena.
Intanto bramo il documentario...


sabato 28 maggio 2011

Stagione 2010-2011 Mini Recensioni

La mia più o meno valida opinione sulle serie americane di quest'anno (che ho visto e di cui valga la pena dire due parole), concluse o quasi, in ordine sparso.
Sarò breve (singolarmente), sono tante XD

House - Stagione 7
Un gioiello. Se qualcuno poteva avere dei dubbi sulla longevità e sulla qualità di questa serie, deve arrivare a questo punto. Regia impeccabile, sceneggiature al vetriolo, cast eccezionale, anche nelle sue aggiunte (il meraviglioso personaggio della Masters). Nessun episodio brutto, solo qualcheduno "normale", compensati da episodi eccezionali, da brivido. Emmy a Laurie, subito.

Fringe - Stagione 3
Mamma mia. Va detto, FINALMENTE. In questa stagione Fringe esplode con tutto il suo potenziale, e toglie qualsiasi dubbio sulla sua qualità, con una serie di episodi da antologia. Forse qualche calo a metà stagione (tutta la macrosequenza Bellivia è divertente ma abbastanza tirata), ma tanta, tanta roba nel resto. Ormai il figlio più maturo di X-Files si è creato una propria personalità, e nonostante tutte le difficoltà che sta avendo gli auguro vita lunga (che non avrà, purtroppo).

Castle - Stagione 3
Ennesima conferma della qualità della serie, che senza strafare sa appassionare, con un cast azzeccatissimo (Nathan Fillion da solo vale la visione). Non c'è troppo da dire qua. Comunque, promossa.

No Ordinary Family - Stagione 1
Eh, no. La dimostrazione di come (in America, da noi è la regola il contrario) il non volere osare mai non porta ad alcun risultato. Una serie piatta, mal costruita, oserei dire anche mal interpretata (a parte i sidekick che erano parecchio divertenti), con un finale imbarazzante. Esattamente agli antipodi di Heroes, le cui troppe storyline l'hanno schiacciato e ucciso, qui la totale assenza di un progetto e di una trama orizzontale ha fatto crollare tutto. Bocciato.

Glee - Stagione 2
La vacca dalle uova d'oro continua ad essere spremuta. Peccato che la sostanza sia completamente sparita. Personaggi senza senso, una assurda direzione delle storyline (avere tre showrunner è una minchiata), addirittura le canzoni sono meno interessanti. Ho il problema di essermi affezionato molto ai personaggi, se no questa serie l'avrei abbandonata da tempo. E se mia sorella, che segue RIS (brr) con passione, mi dice che il finale è una merda (mi mancano ancora quattro episodi), qualcosa vorrà dire...

Happy Endings - Stagione 1
Il gioiello comedy dell'anno. Trattato malissimo dalla programmazione, che l'ha fatto iniziare tardissimo con una stagione breve e gli episodi in ordine modificato, merita un sacco. Mette insieme il meglio delle comedy degli ultimi anni (Friends, HIMYM e Scrubs su tutti), ma con una personalità ben definita e un cast divertentissimo (Max è GENIALE). Per fortuna è stato rinnovato, sperando che l'anno prossimo riesca a brillare come merita. E poi, che cazzo, c'è DEA Elisha Cuthbert nel cast, mi toglie il fiato in ogni inquadratura...

How I Met Your Mother - Stagione 6
HIMYM ormai è una garanzia, anche se continuo a pensare che stia durando troppo (ha davanti altre due stagioni...). Anche se ha volte ha delle brutte cadute, è sempre dannatamente divertente.

The Big Bang Theory - Stagione 4
Anche qui rimaniamo sul buono, ma senza eccellere. Azzeccatissime le nuove entrate nel cast, che erano necessarie per smuovere un po' le acque. Non mi esalta più come i primi tempi (i segni di stanca ci sono), ma rimane una gran sitcom.

Chuck - Stagione 4
Visto questa stagione, era meglio se la chiudevano alla terza. Non perchè sia brutta, ma perchè vive di rendita per una stagione intera. Ormai il personaggio ha finito la sua evoluzione e esaurito il potenziale. La prossima stagione sarà finalmente l'ultima, ma sarà comunque troppo.

Game Of Thrones - Stagione 1
Non è ancora conclusa, ma senza dubbio la serie dell'anno. Le altissime aspettative che si avevano sono state ripagate da una serie che per ora non ha perso un colpo, e che ho tutta la fiducia non perderà nei prossimi episodi. Realizzazione tecnica impeccabile, cast stratosferico (soprattutto, va notato, nei ragazzi). Grandiosa. Forse poco coinvolgente a livello emotivo, ma visto l'ambientazione e i personaggi, l'empatia è davero dura da raggiungere.

Supernatural - Stagione 6
Come avevamo immaginato, avrebbero dovuto fermarsi con la stagione precedente. Una stagione confusa, priva di direzione, prova che la scelta di aver messo la Gamble anzichè Edlund (che, guardacaso, firma il miglior episodio della stagione) come showrunner è stato un pessimo errore. Rimane uno show divertente, con dei bei personaggi, ma non è più il Supernatural a cui siamo abituati. Ha davanti un altro anno, ma le aspettative sono molto basse. Un vero peccato, è stata una delle mie serie preferite.

Better With You - Stagione 1
Sitcom generazionale, piuttosto divertente ma che non lascia il segno. Non brutta ma non vale la pena recuperarla (è stata cancellata, tra l'altro).

Mike & Molly - Stagione 1
Sono arrivato in fondo alla prima stagione, ma non inizierò la seconda. Una sitcom nata vecchia, che porta il genere indietro di dieci anni. Certo, divertente, ma non è abbastanza.

Mad Love - Stagione 1
Mi è molto spiaciuto che questa l'abbian chiusa. Aveva parecchi difetti, ricordava troppo HIMYM (senza avere la genialità delle sue sceneggiature) , la coppia protagonista non funzionava (Jason Biggs era troppo limitato come attore e la Chalke alternava momenti Elliott a momenti Stella senza avere una chiara definizione del personaggio), era praticamente privo di sbocchi narrativi (due coppie protagoniste, una nata quasi da subito insieme e la seconda che ne era sicuramente destinata). Ma io adoro Tyler Labine e diciamolo, la Greer mi fa un gran sesso (e non è sta gran gnocca, non so perchè). Era divertente, ma come Better With You non era abbastanza. Peccato.

Nikita - Stagione 1
La sorpresa dell'anno. Non che mi aspettassi granchè da un remake di una serie tratta da un film che era un remake (non sto scherzando), tra l'altro per la CW (il cui standard qualitativo va dal mediocre al pessimo, con l'eccezione Supernatural). Invece mi ha appasionato un sacco, ottimamente gestito, con degli ottimi personaggi. Sinceramente mi è piaciuta di più questa serie che il film orignale di Besson... Pollice verso per la terribile fotografia (unico difetto tecnico evidente), ma è la CW, si sa.... Consigliatissima, e non vedo l'ora della seconda stagione.

Desperate Housewives - Stagione 7
Ormai, può andare avanti all'infinito. Certo, ha perso il carattere innovativo che aveva al suo debutto, ma ancora ha molto da insegnare. Ennesima ottima stagione. E poi, DH è stata la serie che mi ha fatto appassionare alle serie televisive, ci sarò sempre affezionato.

Cougar Town & Modern Family - Stagione 2
Le unisco, il giudizio è simile. Le novità comedy dell'anno scorso si riconfermano, senza se e senza ma, soprattutto Modern Family. Cougar Town è partito così così, ma è molto migliorato nel tempo. PENNY CAN!!!

The Killing - Stagione 1
Riconferma della AMC, canale dal rapporto qualità/quantità più alto del palinsesto americano. Remake di una serie danese, è un poliziesco investigativo, che ricorda vagamente Twin Peaks, ma senza l'ironia e l'eccellenza stilistica di quest'ultimo. Non un capolavoro, sicuramente un ottima serie, decisamente corposa.

The Walking Dead - Stagione 1
Sempre AMC, ma una serie abbastanza lontana dai suoi canoni, che ha avuto un successo enorme, meritato a metà. Inizia benissimo, ma riesce a perdersi nei soli sei episodi che la compongono. Ben fatta, ma gli manca ancora qualcosa, vedremo la prossima stagione.

Californication - Stagione 4
Ne hanno dette di cotte e di crude a questa stagione. A me è piaciuta un sacco. Continua ad essere scritta ed interpretata da dio, e mi piace un sacco la sua continua alternanza tra volgarità a palate e scrittura altissima. I want more.

Mr Sunshine - Stagione 1
Il ritorno in TV di Matthew Perry. Da fan sfegatato di Friends ne avevo bisogno, ma il risultato è pessimo. Mal scritto, poco divertente, con pochi personaggi che funzionavano davvero. La sua sorte era segnata.

Episodes - Stagione 1
Altro Friendsiano ritorno. Qui torna il mitico Joey, Matt Le Blanc nella parte di... se stesso. Beh, una versione più sboccata e più da Showtime di se stesso. Piuttosto divertente, nel classico stile eccessivo e volgare del canale, e abbastanza meta da farmelo apprezzare per principio. Promosso e rinnovato.

Ho visto oltre a queste ma non ho recensito (perchè mi manca troppo da recuperare per avere un'opinione oppure non ho nulla di vagamente interessante da dire): Boardwalk Empire - Stagione 1; Clone Wars - Stagione 3; Friday Night Lights - Stagione 5; Mad Men - Stagione 4; 30 Rock - Stagione 4

P.s.: inutile dire che su Doctor Who, come su Breaking Bad, farò un post a parte alla loro conclusione ;-)

EDIT: aggiunta Mad Love, me la sono scordata poverina...
EDIT2: aggiunte Mr Sunshine e Episodes, anche loro dimenticate...

giovedì 12 maggio 2011

[RECE] Fast & Furious 5

Potrei fermarmi qui, con questa immagine, e già qualcuno l'avrei conquistato.
Ma, oltre a quei due, il film è a dir poco splendido, e mi sento spassionatamente di consigliarlo anche a chi di suo non andrebbe a vederlo. A patto che si apprezzi il genere action, ovviamente.

La costruzione del film è a orologeria, sceneggiatore e regista hanno saputo cosa tenere (il meglio) e cosa togliere (il peggio) dei film precedenti, e realizzare un film d'azione bello come non si vedeva da tempo. Giusto per dare l'idea, in questo capitolo NON CI SONO CORSE DI MACCHINE TRUCCATE. Si, avete letto bene. Anzi, una ce n'è, ma non te le fanno vedere (precisa scelta, non un taglio).

Questo capitolo prende più da Ocean's Eleven (ok, tanto a dire il vero, ma dimenticativi la patina glamour dei film di Soderbergh) che dai suoi predecessori.
E' una storia di riscatto, di vendetta, di onore, con un cast notevole, su cui ovviamente spiccano meravigliosamente i due omaccioni in foto: quello a sinistra in parte come non mai, e il secondo, grosso come un armadio (la differenza fra lui e Iron Man è che quest'ultimo è coperto di metallo, a forza e grandezza siam lì e, ok, non vola) in un ruolo che ci sta a pennello. Vedere che se le danno è quasi inquietante (ma bellissimo).
Il film ha una scena di apertura spettacolare (ricalcando il topos della rapina al treno, ma F&F style), ma soprattutto ha una sequenza finale da antologia del cinema d'azione, e non sto esagerando.

Non si può definirlo tamarro, esagerato, un'americanata. Perchè questo è il cinema d'azione, vi sfido a negarlo. Se a qualcuno non piace vedere omaccioni sempre più grossi che se le danno, veloci inseguimenti in macchina, gnoccone a destra e manca, città distrutte eccetera, è liberissimo di cambiare sala. Ma questo è il genere action, che il regista conosce benissimo e che ha concretizzato al massimo in questo capitolo.
Non c'è molto da aggiungere, è un film che va goduto nel suo essere spettacolarmente eccessivo, ma ottimamente costruito.

Unica nota negativa che mi sento di fare è quello di criticare il personaggio della Pataky, solo abbozzato e con un'evoluzione non troppo chiara. Ma nel complesso è una critica risibile.
Andate a vederlo, e rimanete per la scena dopo i titoli di coda, con un plot twist semplicemente EPICO (per chi ha visto i film precedenti) che farà da preludio al prossimo capitolo.
Hanno già il mio biglietto in tasca.

giovedì 5 maggio 2011

[RECE] Max Brooks - Manuale per sopravvivere agli zombi

Stavolta un libro. Un libro che è stato un enorme delusione.
L'ho comprato secoli fa, appena uscito, e l'ho letto solo ora. Come si fa a non comprare un libro scritto dal figlio di Mel Brooks che si chiama "Manuale Per Sopravvivere Agli Zombi"? Si lascia sullo scaffale, direte voi.
E avete ragione, ma io non ce l'ho fatta.
Questo libro è una sorta di mock-libro (non so se esiste il corrispettivo di mockumentary riferito ai libri...), un saggio dettagliatissimo su tutto quello che c'è bisogno di sapere per sopravvivere all'invasione zombi che ci sta colpendo. La premessa del libro è infatti questa, l'invasione è già partita, e questo libro deve essere un compendio di tutto ciò che serve sapere per sopravvivere.
Idea geniale, si potrebbe dire. L'ho pensato pure io.
Poi l'ho letto, ed è NOIOSISSIMO. Mi ha fatto l'effetto di una barzelletta troppo lunga, o una battuta sentita mille volte. Sono 300 pagine di libro, non esattamente un raccontino, in cui viene analizzata la questione in maniera serissima. Il problema è che non era questo l'intento (credo). Sarebbe dovuto essere un libro strano ma divertente, ma il livello di dettaglio che raggiunge, unito alla struttura tipica e allo stile di scrittura di un saggio reale fanno completamente perdere di vista lo scopo iniziale.
A rincarare la dose, cinquanta pagine di "casi documentati" (inutile dirlo, falsi), assolutamente trascurabili.
Il libro fallisce nel suo scopo originario, quello di essere divertente, e dunque andrebbe letto come se fosse una cosa seria. E anche da questo punto di vista, è scadente (la maggior parte dei consigli è evidentemente inattuabile).
Non credo sia un caso che il lavoro seguente di Brooks, "World War Z", tratti lo stesso argomento ma in maniera seria, probabilmente è un lavoro migliore.
Ma questo non riesco proprio a promuoverlo.

sabato 30 aprile 2011

Freaks!

Stavolta sarò breve...
Ragazzi ho una serie da consigliarvi caldamente. Sviluppata e interpretata da volti noti del Tubo italiano, Freaks è un gioiellino.
E' appena iniziata, sono stati prodotti solo due episodi (il secondo è in due parti, fanno tre). La realizzazione tecnica è impeccabile, amatoriale ma girata con gusto, tecnica e conoscenza del mezzo cinematografico non indifferente, un montaggio ottimo (ok, a parte qualche stacco un po' brutale, ma si sorvola) e una recitazione pressochè perfetta. Gli autori/attori sono ragazzi qualunque, fuori da qualunque giro, che si sono fatti un nome facendosi il culo da soli, di cui il più famoso è Willwoosh (Guglielmo Scilla, owner di uno dei canali più seguiti in Italia (nonostante ultimamente mi piaccia meno che agli esordi, è uno che ne sa).
La trama si ispira, vagamente, a Heroes e Misfits, ma la somiglianza è solo superficiale (di Misfits ho visto solo il pilot - la devo recuperare - ma le somiglianze sono risibili, sarebbe come dire che Boris è una copia di 30 Rock). Non vi dico altro, guardatela (dura 10 minuti a episodio, ed è tutta guardabile gratuitamente sul canale su Youtube e Facebook).
Guardate cosa hanno fatto questi ragazzi con NIENTE e per pura passione, visto che è distribuita gratuitamente. Anche qui in questo schifo di paese qualche luce si sta accendendo....

Link utili
Pagina Facebook: http://www.facebook.com/pages/Freaks-The-series/
Canale Youtube: http://www.youtube.com/user/freakstheseries
SIto ufficiale: http://www.freakstheseries.com

giovedì 28 aprile 2011

[RECE] Thor

Promosso. Con dei "ma" ma promosso.
Ero partito con un sacco di pregiudizi, il trailer non mi aveva convinto per nulla, e l'impressione che il tutto risultasse un polpettone tamarro pieno di effetti speciali era molto concreta.
Via il dente via il dolore, la cosa assolutamente peggiore è il 3D, non solo inutile, ma che rovina la fotografia, togliendo probabilmente molto fascino dalla realizzazione di Asgard e sopratutto rendendo inguardabili le scene movimentate. Signori produttori, la volete capire o no che mettere effetti tridimensionali artificiosi in scene d'azione rende il tutto puro caos? Insomma, me lo rivedrò in bluray e forse me lo godrò di più.
Il lavoro di Branagh è senza infamia e senza lode, ma sinceramente non è che mi aspettassi chissà che cosa, non è che da regista abbai mai eccelso. Ovviamente non sono mancati i critici che hanno dovuto mettere l'aggettivo "shakespeariano" nel parlare di questo film solo perchè lui era coinvolto (la maggior parte della sua carriera teatrale e cinematografica è costituita da adattamenti shakesperiani). Lasciamo perdere.
Il cast ha alti e bassi: perfettamente in parte l'enorme Chris Hemsworth, che usa una giusta dose di ironia, decisamente deludente il personaggio della Portman, non certo per colpa sua ma da un personaggio pensato in maniera mediocre (rimane bella bella bella in modo assurdo), fanno il loro lavoro i personaggi della Dennings e di Skarsgard. Straordinaria sia l'interpretazione che la definizione del personaggio di Loki, che senza dubbio spicca sugli altri, un buon lavoro da parte di Hopkins per Odino. Personaggi abbastanza inutili i compagni di Thor, a cui personalmente avrei rinunciato per dare maggior spazio allo sviluppo del personaggio della Portman.
Il look di Asgard era la cosa che mi preoccupava di più, l'impressione che dava era di essere estremamente artificioso e finto, ma visto attualizzato funziona piuttosto bene.
La trama è piuttosto lineare, e ben equilibrata fra il Thor asgardiano e il Thor sulla Terra, senza sviluppi che fanno gridare al miracolo, ma che funziona per bene per tutta la durata del film. L'esilio di Thor sulla Terra era pensato più come una punizione che come un vero esilio, e la cosa è evidente dal fatto che il martello cade a una distanza risibile dal punto in cui viene spedito Thor. Forse un po' frettoloso il processo di redenzione dell'arrogante guerriero, ma d'altra parte il tempo era quello che era. Anche se, sinceramente, qualcosa di un po' meno banale di "conosco la tipa, mi innamoro della tipa, divento buono" potevano inventarsela. Non ho mai letto il fumetto (a parte "Vikings" e "Loki" di Ennis, tanta roba) e non conosco la trama originale, però questo sviluppo non mi ha convinto particolarmente.
Morale un film che funziona bene, con dei punti così così ma che nel complesso della cosa si accettano. Non sono affatto d'accordo con chi dice che è il miglior film Marvel uscito fino ad adesso, primato che tuttora è in mano a Spiderman 2. Non ha sotto nè le palle di Nolan (della concorrenza) nè l'affetto e l'ottima conoscenza del personaggio che aveva Sam Raimi. Vero anche che Thor è un personaggio a cui non ci si affeziona, è un personaggio nato per essere quello potente e figo. E il suo lavoro lo fa. IMHO Iron Man è un paragone che ci sta (anche se, va detto, in quel film e nel suo seguito la parte del leone la fa Robert Downey Jr., che rende il tutto probabilmente meglio di quello che è)
Sullo sviluppo dell'universo cinema Marvel: si cita Bruce Banner, Tony Stark, Nick Fury, si vede Hawkeye, un mio amico ha anche ipotizzato l'apparizione di Luke Cage, ma non ho ancora trovato riscontri (anche se lo ritengo probabile). Inoltre la scena finale post titoli non solo è necessaria per completare il film, ma finalmente rivela il punto focale della trama (probabilmente) dell'ormai imminente film dei Vendicatori di Joss Whedon, che verterà sulla conquista del Cubo Cosmico.
L'attesa si fa spasmodica...

giovedì 21 aprile 2011

[RECE] The Pretty Reckless - Light Me Up




Stavolta cambiamo un po' argomento. Era un po'che volevo scrivere questa recensione, ho continuato a dimenticarmene.

I Pretty Reckless sono il gruppo fondato e voluto da Taylor Momsen, che è famosa ai più per due motivi: 1) era una candidata ad essere Hannah Montana 2) E' (o meglio è stata) una delle protagoniste di Gossip Girl (che, va detto, ho seguito in buona parte, finchè il mio cervello si è rifiutato di collaborare ed è andato in sciopero).
Dunque è lecito chiedersi: Isa ma sei rincoglionito? La risposta è no.
Perchè nonostante il suo background, che l'avrebbe portata a fare un dischetto pop come tanti, uno di quei dischi che gli attori fanno a tempo perso, che vengono a malapena pubblicati, e che comprano solo i fan sfegatati, la giovanissima (appena maggiorenne) ragazza ha voluto e creato un disco rock con i controcazzi. E non sto esagerando.
La Momsen ha avuto una mutazione personale e estetica non indifferente, sfoggiando praticamente da un giorno all'altro un look da bad girl da brividi. Mutazione estetica affatto fine a se stessa, e la prova è questo disco.
Non c'è dubbio che buona parte del lavoro sia stato fatto dal molto abile produttore del disco, ma non bisogna affatto togliere meriti alla ragazza, che non solo l'ha voluto così (quando, ripeto, avrebbe potuto fare un dischetto del cazzo e vendere il triplo), ma l'ha composto e supportato in tour, dimostrando di saperci fare e non poco (live non ha nulla da invidiare alla performance su disco, fatevi un giro su youtube).
Voce ruvida (per quanto può esserlo la voce di una ragazza diciassettenne), in un certo modo alcolica, rock all'inverosimile, melodica quanto basta. Aggiungete a questo un'ottima composizione dei pezzi, un disco che in dieci canzoni e 34 minuti di durata non sbaglia un colpo, alternando pezzi più "cattivi" ad ottime ballad (o splendide vie di mezzo come la mia preferita in assoluto, "Just Tonight"). Pregio non da sottovalutare, non è un disco con tre singoli e sette riempitivi, ma dieci ottimi pezzi, diversi tra loro ma perfettamente armonici. Inutile fare un track-by-track, è un disco che scorre via benissimo, coinvolge un sacco, e che non stanca mai (anzi, è difficile staccarsene).
La ragazza non è solo gran gnocca (anche se forse è un po' troppo zoccola esteticamente per i miei gusti) ma ci sa fare un sacco. E per promuovere il suo gruppo e dare tutta se stessa sta facendo impazzire i produttori di Gossip Girl. Mi ride anche il didietro.

In due parole, fatelo vostro, a me fa impazzire, spero possa piacere anche ad altri.

Qui sotto i tre video che sono stati pubblicati, che rendono molto bene la qualità del disco, ma non la esauriscono...







Bello bello bello!!!

martedì 19 aprile 2011

[RECE] Scream 4

Per essere chiari dall'inizio, il film mi è piaciuto a metà. Un buon sequel, un pessimo reboot della saga.

Cominciamo dai lati peggiori.
Innanzitutto metto una discutibile scelta nella qualità dell'immagine, che fa sembrare il film uscito dieci anni fa (e non sono del tutto convinto sia una cosa voluta).
Scream è stato concepito come parodia colta di un genere che il suo regista ha fortemente contribuito a creare, scritto con delle trovate non indifferenti, e senza dubbio uno dei miei film preferiti (anche per l'incredibile potenza della scena iniziale, che personalmente trovo seconda solo alla prima scena di Halloween di Carpenter). I sequel non erano assolutamente necessari, ma facevano il loro sporco lavoro, aggiungendo all'analisi il concetto dei sequel negli horror.
Cosa è successo nel frattempo? E' uscito Scary Movie. E la cosa non è indifferente. Nonostante l'estrema stupidità di quel film, gli autori sono riusciti a parodiare Scream così bene da non riuscire più a distinguerli nettamente. Si potrebbe riflettere sul senso di fare una parodia di una parodia (o addirittura la parodia della parodia di una parodia -->vero?) ma lasciamo stare. La conseguenza diretta è che non si riesce più a vedere Scream troppo seriamente. La prova secondo me l'ho vista al cinema: la sala era popolata da bimbetti, che del retrotesto di Scream non sapevano nulla, ma che sicuramente avevano visto SM, e che scoppiavano a ridere ogni volta che entrava in scena Ghostface, e non solo. L'ironia del film (potentissima nella prima scena) risultava molto più stupida di quello che voleva essere, sopratutto nella sequenza finale, che obiettivamente scivolava spesso nel grottesco (anche se non era voluto). Come chi mi legge sa bene, non mi piace spoilerare nelle recensioni, ma quando lo vedrete capirete al volo a quale scena mi sto riferendo...
Ma il problema grosso è nella tematica del film. Premesso che questo film è stato realizzato con la solita balla che viene raccontata al pubblico quando si fanno seguiti del genere, cioè "ho aspettato così tanto a farlo perchè aspettavo una sceneggiatura che avesse materiale degno", l'idea che ci sta alla base è ridicola: prendere in giro sequel e remake. In un sequel che ha una mezza intenzione di essere un remake. E' come se De Sica girasse una parodia dei cinepanettoni (Wes e Kevin, scusatemi il paragone improprio, ma ve le cercate), o la D'Urso facesse una discussione sulla tv spazzatura. Tra l'altro, non solo il concetto è già stato usato in Scream 2 e 3, ma anche ormai piuttosto banale e telefonato. Se non fosse che da questa base lo sviluppo è piuttosto divertente, con un potenziale sbocco che sarebbe stato geniale. Se non fosse che non lo seguono. Volutamente e esplicitamente. Se il film fosse finito una decina di minuti prima, il mio giudizio sarebbe stato nettamente migliore. Ma non hanno avuto il coraggio di rivoluzionarsi, e il tutto per fare una pessima battuta ad effetto: "Sai qual'è la prima regola dei remake? Non cambiare l'originale". Perciò alla fine del film una rivoluzione nel meccanismo narrativo, che avrebbe potuto dare nuova linfa alla serie, viene volutamente negato, per restare su lidi conosciuti. Perciò la trama rimane identica agli altri tre: Woodsboro, un gruppo di ragazzi, Ghostface che arriva e li ammazza, lo spettatore che deve capire chi è a questo giro (questa parte bisogna dire è sviluppata molto bene), lo scopre (qui invece la scelta è discutibile), Sydney lo/li ammazza, fine. Davvero un peccato, soprattutto perchè se davvero hanno intenzione di girare il 5 e il 6 (ma non credo questo capitolo avrà risultati accettabili) e questo è lo stato delle loro idee è triste. Sopratutto per un film che va a criticare gli horror seriali, e finisce per avere tutte le caratteristiche di ciò che critica.

Passiamo ai lati positivi: il grosso del film è decisamente divertente (non fa paura neanche mezzo secondo, e non è nemmeno così violento), sopratutto la folle scena iniziale, in cui ci si vedere passare davanti una gran quantità di facce conosciute (soprattutto per chi segue parecchie serie come il sottoscritto, e non sono attrici scelte a caso ma proprio per colpire questo target), anche se bisogna far notare quanto cazzo si è imbruttita Kristen Bell... Ci pensa la Teegarden a alzare la media dello gnoccolame. E' sempre piacevole poi vedere i protagonisti dei film precedenti, devo dire in buona forma, a cui si aggiunge in particolare una Hayden Panettiere che oltre ad essere un'ammasso di feromoni ambulante qui si dimostra molto in parte.

Un'ora e mezza piuttosto piacevole, e se fosse uscito subito dopo Scream 3 non mi sarei nemmeno lamentato troppo, ma come spiegato fallisce miseramente, carendo in coraggio, nell'essere un potenziale reboot della saga (e della carriera di Craven, mentre Williamson continua a fare soldi a palate in tv). Se dovessi dargli un voto, 6 1/2 (ma proprio perchè a Wes e Kevin in fondo gli voglio bene)

sabato 2 aprile 2011

[RECE] Boris - Il Film

Stavo per scrivere la recensione, ho aperto Facebook ed è uscita questa:

http://prontoallaresa.blogspot.com/2011/04/rece-boris-il-film.html

Visto che sono perfettamente d'accordo, e sopratutto non ho nulla da aggiungere alla recensione del RRobe, che scrive indubbiamente meglio di me, mi limito a linkarla...
Andate a vederlo cazzo. Subito...

mercoledì 30 marzo 2011

[RECE] Sucker Punch

Zack, ti voglio bene.
Ripercorriamo la carriera di quest'uomo: esordisce con "L'alba dei Morti Viventi", remake di "Dawn of The Dead" (Zombi) del maestro George Romero, da cui trae un opera personalissima, fracassona e terribilmente divertente, con un incipit incredibile (le riflessioni politico-sociali le ha lasciate al maestro, meglio così che cercare di imitarlo e finire nel ridicolo, vero Samuel Bayer di "Nightmare"??).
Successivamente adatta per il grande schermo "300" di Frank Miller (uno dei lavori "minori" dell'autore) traendone un film controverso, molto spesso frainteso e non capito, soprattutto da una frangia delle critica non capace di guardare più in là della punta del suo naso. A partire da questo inizia a definire con precisione lo stile dei film a venire: fotografia folle, uso massivo del green screen, rallenty usato a mani basse ma con criterio, regia molto movimentata, ritmo sostenuto e mai noioso, scene d'azione tamarrissime.
L'opera successiva è quella più discussa, cioè l'adattamento cinematografico di "Watchmen". Non farò il discorso su cosa sia "Watchmen" per il popolo dei lettori di fumetti, ma credo di poter affermare che abbia tratto da quel capolavoro il miglior film possibile, tagliando cose sensate, cambiando alcuni particolari (sopratutto il finale) che hanno rispettato il cambio di media. Credo che il flop al botteghino del film sia da imputare alla cattiva campagna pubblicitaria più che a uno scarso valore del film.
Infine esce "Il regno di Ga'Hoole - La leggenda dei guardiani", film d'animazione in 3D adattato da una serie di libri fantasy per ragazzi, in cui il suo contributo è sicuramente minore di quello che ha messo nei film in live action, ma che firma con la battaglia finale, che ricorda moltissimo 300 per ritmo e epicità (ma devo dire che nel complesso il film non mi ha soddisfatto granchè).
E poi questo. Finalmente un film SUO, che non fosse un remake o un adattamento, e che contiene tutto Snyder. Il regista ha uno stile che si ama o si odia (devo dire da che parte sto?), dannatamente moderno, roboante, in un certo modo tamarro (ma senza senso negativo), con una componente nerd non indifferente. E' stato definito un regista visionario, ma non sono troppo d'accordo con questa definizione. Sicuramente non si applica ai film precedenti, visto che ha trasposto ambientazioni già esistenti. In questo invece c'è molta roba sua, ma è un collage di elementi preesistenti.
In due parole, la storia: la protagonista è una ragazza che dopo la morte della madre si ribella al partrigno e per sbaglio uccide la sorella nel tentativo di difendersi. Il patrigno la fa internare come pazza in manicomio per liberarsi di lei, e godere indisturbato dell'eredità della madre (notare, tutta questa sequenza è praticamente muta, ed ha un'intensità paragonabile a quella degli irraggiungibili, IMHO, titoli iniziali di Watchmen).
Da qui parte un viaggio nella mente delle ragazine detenute, che creano un'illusione collettiva (apparentemente :-) ) in cui si vedono come delle ragazze in un bordello, schiavizzate dalla versione immaginaria dell'inserviente del manicomio, nel ruolo di pappone. In questo mondo immaginario cercano di scappare dalla struttura, e per farlo creano un ulteriore mondo di illusione, in cui diventano delle guerriere armate e pericolosissime, che devono recuperare una serie di oggetti per riuscire nel loro piano.
A grandi linee la struttura narrativa ricorda Inception (anche se, essendo stato concepito dal regista ancor prima di Watchmen, una vera connessione non esiste), con due grandi differenze: 1) è molto più chiaro 2) i vari livelli si sovrappongono simultaneamente, gli eventi non sono separati.
Questo desiderio di liberta da parte delle ragazzine si concretizza tramite un immaginario squisitamente videoludico, marcato in modo evidente dallo stile dei combattimenti e delle varie ambientazioni, ma sopratutto dalla struttura "a quest" della storia. Inutile parlare della qualità degli effetti speciali, che anche se inferiori a Watchmen riescono a creare in maniera molto efficace le ambientazioni immaginarie delle protagoniste.
La cosa "strana" del film è l'alternarsi fra sequenze tamarrissime (ma orchestrate magistralmente) e momenti decisamente densi e cupi, sopratutto grazie ad un antagonista con i controcazzi (non andrò nei dettagli per non spoilerare).
Come sempre nei film del regista, la colonna sonora ha una presenza "importante", ma in questo ho trovato un paio di scelte un po' forzatine e su questo aspetto non mi ha fatto impazzire.
Comunque nel complesso mi è piaciuto parecchio, e credo che la visione in sala sia un'esperienza migliore di quella casalinga, perciò andate a vederlo...
Adesso lo aspettiamo al varco con il nuovo Superman, che ha decisamente bisogno di una svecchiata e di un trattamento più dignitoso di quello che ha avuto con Bryan Singer cinque anni fa...

domenica 27 febbraio 2011

Step 1: Done

La prima conferma che mi serviva mi è stata più o meno data... Adesso vai con la seconda e decisiva....

giovedì 24 febbraio 2011

Le buone idee non vengono mai da sole

Ed esattamente come con Brainstorming, in cui il "mio segmento" è un riciclaggio di un'idea che avevo avuto in precedenza e che non ero riuscito a sfruttare a dovere, riciclerò molto probabilmente un'altra idea che avevo nel cassetto per il nuovo corto (che, come già detto, tanto corto non sarà mi sa).
Era un'idea embrionale per un fumetto che volevo scrivere, ma probabilmente non sarei stato in grado di svilupparlo in maniera dignitosa.
Adesso ho i buoni e ho il cattivo. Sono passi avanti.

P.s.: grazie al mio cervellino che sovraccaricato partorisce idee intelligenti.
P.s.2: e fanculo al prof di Ingegneria del Software che anticipa gli esami di cinque giorni mettendomi in crisi

martedì 22 febbraio 2011

Nuovo Progetto - 2

Giusto per mettere la pulce nell'orecchio (tanto non capirà nessuno a cosa mi riferisco), l'oggetto seguente è una delle cose che mi dovrò procurare






No, non preoccupatevi, non voglio adattare Shaun The Sheep (anche se, ammettiamolo, sarebbe figo).

Nuovo progetto

E' un po' che non scrivo... un po' per pigrizia, un po' perché recentemente non ho visto nulla che mi abbia spinto a scriverci qualcosa.

In compenso, in via semi-ufficiosa (e, per gli standard del giornalismo generalista italiano, più che sufficiente) annuncio che il mio cervellino si è deciso a mettere in moto un nuovo progetto per un corto (che tanto corto non sarà credo). Devo accertarmi di un paio di cose di base (principalmente di avere a bordo la gente giusta), è un progetto abbastanza impegnativo ma che sarà terribilmente divertente se andrà in porto (e ci spero tantissimo).

Due anticipazioni, la prima è che coinvolgerò molte più persone del precedente nella crew (non posso permettermi di controllare quasi tutto come nel precedente, per non impazzire devo dividere i ruoli come si deve), mentre il cast invece bene o male sarà sui numeri di Brainstorming, a occhio. La seconda è che questa volta non sarà un'idea originale ma un adattamento (e, per questo, devo vedere se è legalmente fattibile... se no va a puttane).

Tutto questo in un prossimo futuro...
See ya!!!

lunedì 24 gennaio 2011

LyricFetcher

Angolino nerd (più del solito).

Dopo il formattone che ho fatto ha smesso di funzionarmi LyricWiki, che usavo per scaricare automaticamente i testi delle canzoni che ascolto con Windows Media Player. Dunque me lo sono riscritto io...
E' una prima versione, ma funziona. Necessita di Windows Media Player, del suo plugin Now Playing Plugin (io me lo sono trovato di default ma ho visto che altri non ce l'hanno, nn so che dire...) ,di Java e soprattutto di tag ben fatti nelle canzoni (si basa su quello).

http://www.megaupload.com/?d=4DIHC8YU

Fatemi sapere come vi va

domenica 9 gennaio 2011

[RECE] Che Bella Giornata

Eh, si. Pure io che faccio il purista sono caduto nella rete dei film "di natale". Tre ne abbiamo avuti quest'anno: la MMMerda di cui non cito nemmeno il titolo, "La Banda Dei Babbi Natale" di AGG (cit. Niko) e questo. E me ne sono visti due su tre. Inutile dire quale non ho visto. E, sia chiaro, non ho speso un euro per nessuno dei due, ma ho scroccato il cinema ai miei (tradizione annuale a natale, almeno un film decente esce di solito).

Il primo mi è piaciuto, un grande passo avanti rispetto a quello scempio che è "Il Cosmo sul Comò" ma ancora molto lontano dalla grandezza comica (e cinematograficamente colta, aggiungo) dei primi tre.

Il secondo? Mmm.
Zalone è un personaggio che in televisione ha funzionato alla grande, e, a livello di incassi, anche al cinema. Non ho visto "Cado dalle nubi", ma lo farò a breve, se ne è parlato molto bene.
E mi dispiace dover dare una sufficienza rosicata a questo. Ok, non stiamo parlando di un film che ambiva a diventare un classico, ma pareggiando difetti e pregi si arriva solo alla sufficienza.
I difetti sono tutti nei "pezzi forti", cioè regia e sceneggiatura. La trama è abbastanza ridicola, e che nessuno mi definisca "osare" usare una storyline sul terrorismo come questa, vista in duemila salse. Ok, "usare" lo accetto. Ok, forse non si vede spesso usare questo tipo di storie in un contesto comico, ma l'originalità è un'altra cosa... E poi la regia, davvero dozzinale e su cui è inutile esprimere altre opinioni.
Checco è forte, non lo nego, ma molti dei suoi tratti distintivi, tipo la grammatica a caso o l'assoluta ignoranza in qualsiasi campo, tendono a stufare dopo un po', perdendo il loro potenziale comico. In compenso, alcune sequenze fanno piegare in due dalle risate (su tutte , l'intera sequenza del battesimo). Menzione a parte per Caparezza, estremamente divertente nella sua piccola parte in un media che non è suo (però non posso esimermi da far notare un "piccolo" particolare, il film è prodotto dalla TaoDue, branca cinematografico/televisiva della Berlusconi & Family Mafia S.p.a. ... la coerenza va a farsi benedire insomma).
Il personaggio dell'ignorante italiano inizia a diventare davvero stantio, soprattutto visto che basta guardarsi in giro per vedere che la differenza fra molte persone e questi personaggi si sta assottigliando sempre più. Il problema è che la critica non viene colta, le azioni che succedono sembrano normali, e insomma questi personaggi non significano più assolutamente nulla.
Diventano solo un mezzo per far ridere la gente per un'ora e mezza. Poi tutti a casa e si continua come prima.

Questo è quello che è oggi il cinema comico italiano. Non accetto di accontentarmi di un BUON film come quello di AGG o di un film abbastanza divertente come questo. Quando avevamo molte meno risorse abbiamo sfornato capolavori. Ora che al cinema escono soldi da tutti i pori (in confronto) produciamo queste cose. La cosa, da appassionato, fa molta tristezza...

martedì 4 gennaio 2011

[RECE] Tron: Legacy

Eh già. Devo dire anch'io la mia su questo film, di cui si è parlato fin troppo.
L'attesa è stata enorme, e a quanto traspare da recensioni e la maggior parte dei commenti, la delusione è stata cocente.
Ed è stato così anche per me? Più no che si. Andiamo per punti.

Un Sequel in ritardo di trent'anni

Vedere questo film senza aver visto il primo non è impossibile, ma personalmente lo sconsiglio. Prima di tutto perchè Tron è un cult e va visto se si è appassionati di fantascienza (e, tutto sommato, di cinema), ma anche perchè questo è un vero e proprio sequel, e non perde (troppo) tempo a rispiegare l'ambientazione del film. La si dà per data. Non è un reboot e non è un remake, ma una vera e propria continuazione ed espansione del primo capitolo, fatta trent'anni dopo e con una tecnologia digitale allo stato dell'arte.

Il 3D

Durante la lavorazione il 3D di Tron Legacy è stato definito come il passo successivo ad Avatar. Balla. Inutile per quasi tutto il film, si nota giusto in quelle due o tre scene a campo lungo, e non è assolutamente fondamentale per la qualità visiva del film. In compenso prima del film è partito il trailer di "Sanctum 3D", prodotto da Cameron, e il 3D spaccava davvero. Ci farò un pensierino.

La Componente Visiva

Allucinante. Non trovo altro aggettivo. Credo che il 90% del budget del film siano finiti fra designer e responsabili degli effetti speciali. L'estetica è perfetta, riprende quella del primo ma ampliandola in un universo coerente e assolutamente affascinante. Gli effetti speciali sono impeccabili, davvero, come già detto, allo stato dell'arte (e non poteva essere altrimenti per un film ambientato quasi interamente in un mondo digitale). La gara coi motocicli è da orgasmo.

Olivia Wilde

QUI . Devo aggiungere qualcosa? Nemmeno quell'orrenda parrucca ha toccato il suo essere bella bella bella in modo assurdo.

La colonna sonora

Chiunque mi conosce sa che cosa penso della musica elettronica. Sono un vecchio cuore rockettaro e provo assoluto disprezzo per la musica fatta al computer. Ma devo riconoscere ai Daft Punk di aver fatto un lavoro egregio, addirittura esagerato (a volte la colonna sonora era davvero troppo invasiva, e dava un sapore epico ad azioni banali). E poi ho trovato molto simpatico il loro cameo, fondamentalmente nel ruolo di loro stessi, nella scena del locale di Zuse (off-topic, il personaggio peggiore del film, debitore in maniera imbarazzante dell'Enigmista di Jim Carrey di Batman Forever).

La sceneggiatura
Qui comincia la parte critica. E' stata definita banale, piena di dialoghi pessimi e così via. Non mi trovo d'accordo. Di sicuro non è la parte forte del film, i colpi di scena sono quasi tutti telefonatissimi e i personaggi sono tratteggiati con l'accetta (il protagonista poi...) ma non mi sento di definirla pessima. E' semplicemente non speciale. Bisogna però ricordare che è un blockbusterone della Disney, se si vogliono sceneggiature argute e innovative bisogna andare da altre parti...

La metafora religiosa
Tron è in toto una gigantesca allegoria religiosa, e mentre nel primo la cosa era tutto sommato velata qui è, a mio parere, palese. E' sviluppata in maniera non particolarmente originale ma ben fatta. L'unica cosa difficilmente digeribile è la deriva Zen di Dio/Jeff Bridges, davvero senza senso.

Tron
Visto come hanno gestito il personaggio, facevano bene a farlo morire prima dell'inizio del film e finirla lì.

Compagnie Software Cattive

La sceneggiatura è stata evidentemente scritta da filo-linuxiani (che, nota nerd, non hanno lesinato nel disseminare comandi Linux nei sistemi informatici che si vedono nel film). Il messaggio "software libero bello-compagnie informatiche brutto" è buttato lì a cazzo, completamente decontestualizzato e soprattutto senza senso (davvero credete possa esistere una grossa ditta informatica che sviluppa un sistema operativo ultramoderno e lo dà in giro gratis? Su, dai...).

Ergo?
Ergo, tutto sommato mi è piaciuto. E' figlio del suo predecessore, senza averne l'importanza o la portata. Ce n'era bisogno? Sicuramente no, ma è buon intrattenimento (tolto qualche momento di stanca e forse di eccessivo spiegone) che è un orgasmo per gli occhi e per le orecchie. Cuore e cervello qui possono andare in standby, non c'è materiale per nessuno dei due.

Consiglio personale: noleggiatevi o compratevi il bluray, non spendete 10 euro per un 3d inutile. Se invece avete la fortuna di trovare un cinema che lo proietta in 2d, andateci che sono soldi ben spesi.

p.S.: speriamo che l'uscita di questo film in home video porti alla pubblicazione del dvd/blu ray anche di tron, che inspiegabilmente non è mai uscito in italia in dvd ma solo in vhs...




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