domenica 26 giugno 2011

[RECE] Cars 2

Stavolta sarò breve (doma ho l'ultimo esame, sperem...).

Cars 2. Mentirei se dicessi che lo stavo aspettando con trepidanza. Già il primo non era sta gran cosa, a parte il livello tecnico eccellente. Come antipasto è uscito "Le Avventure di Carl Attrezzi", che ne sa un sacco e che consiglio caldamente.
Premetto, io dalla Pixar mi aspetto tanto, tantissimo. Toy Story 3 è qualcosa di trascendentale. Con questo film mi (ci) hanno fatto capire di essere esseri umani anche loro.
Non è bastato il ritorno alla regia del capoccia Lasseter per risollevare uno script mediocre, che sembra prendere in giro i cliche più abusati del cinema di spionaggio, per poi invece usarli tutti allo stesso modo. E'un film che non colpisce nel segno, non è abbastanza divertente per piacere ai più piccoli e non è abbastanza grande cinema per piacere ai più grandi.
Poi beh, la mano c'è, dire che è un brutto film è sicuramente esagerato. Tecnicamente l'ho trovato eccelso (alcune scene - paesaggi - ho il sospetto siano state filmate e ritoccate, non posso davvero credere che le abbiano disegnate), ma questo non basta.
Non me la sento di bocciarlo, ma sarebbe negare l'evidenza dire che è un bel film. Almeno l'ho visto in 2D, senza avere il rammarico di averci sprecato soldi. Peccato, davvero.

venerdì 10 giugno 2011

Chi ha qualcosa da dire, parli ora o taccia per sempre

Non sono una persona informata. Ho smesso da tempo di seguire giornali e telegiornali (se non in maniera molto sporadica), sono estremamente stufo di non poter avere un'informazione obiettiva e, soprattutto, utile. Nonostante i miei (nostri) discorsi da bar finiscano sempre a finire sulla politica o la religione (o uno strano misto fra queste due cose), la verità, che non nego assolutamente, è che non siamo competenti. E, come noi, la stragrande maggioranza degli italiani non lo è. Dunque, quello che segue non ha alcun valore, oppure ne ha tantissimo, perché rispecchia il modo di pensare -corretto o meno che sia- di tanta gente come me.

Nell'ultimo periodo si sta parlando un sacco del referendum, o meglio, anomalia italiana, di quanto non si parli del referendum, cosa che, comicamente, è la stessa cosa.
Premessa, io andrò a votare. Su cosa voterò, ne parlerò dopo. Trovo un insulto alla democrazia e ai cittadini l'esistenza del quorum. In sostanza, quando una votazione è decisa dalla classe politica (le elezioni ai vari livelli) il concetto è semplice: il vincitore è deciso in base alla scelta dei votanti, a prescindere da quanti essi siano. Il non andare a votare equivale a far perdere la propria opinione di valore a livello nazionale. Semplice, chiaro, e sono d'accordo. Non votare è una scelta, ma bisogna essere consapevoli di quello che si sta facendo (si veda il titolo del post).
Invece con i referendum -sottintendo abrogativo-, uno degli unici due strumenti di democrazia diretta che abbiamo (insieme alla legge popolare), funziona ben diversamente. Data una legge IN VIGORE, si deve decidere se abolirla o meno. Chi non vota è come se votasse no. E se la somma dei voti sì e dei voti no non raggiunge il 50% degli aventi diritto, i voti espressi non contano NULLA. Sono d'accordissimo (lo sono spesso ma non sempre) con il Movimento 5 Stelle, quando parla di abolire questo sistema. Il voto referendario deve avere lo stesso significato del voto elettorale: se si è d'accordo con la legge vigente, si vota no, se non lo si è, si vota sì. Già il fatto che non esista il referendum propositivo (è una mancanza della Costituzione) è abbastanza un insulto, concedeteci almeno questo. Non trovo accettabile sentire politici che istigano a non votare. E'un insulto alla nostra dignità di cittadini. Se avete fatto certe leggi, le condividete, informate la gente del perchè le cose vanno bene così e convincetela a votare NO. E' molto semplice, più chiaro, e non lesivo di quel poco potere effettivo che ci è rimasto.
Qui chiudo il discorso di base.

Andiamo nello specifico di questo referendum. La disinformazione, da entrambe le parti, è stata incredibile. Dall'area di destra l'istigazione al non voto, da sinistra la diffusione di informazioni sbagliate, fuori rotta. Almeno in quello, ho una mentalità abbastanza indipendente da votare quello che penso, non riconoscendomi in nessun partito (e, col passare del tempo, sempre meno anche con una specifica visione politica). Nonostante la mia tendenza iniziale fosse per votare ciecamente i 4 sì (per cieca opposizione a quella presa in giro di governo che abbiamo), ho voluto informarmi abbastanza da poter avere un parere.
E qui sorge un problema. Ha davvero così senso chiedere un parere popolare su questioni così tecniche? Siamo abbastanza ferrati in economia per capire i vantaggi/svantaggi della privatizzazione dell'acqua? Siamo esperti in materia energetica (e l'economia che ci gira intorno) per avere un parere che valga qualcosa sul nucleare? La risposta è chiara.
Ma, soprattutto (e questo mi ricorda le manifestazioni studentesche di qualche tempo fa a cui, sia chiaro, non ho voluto far parte) quanti di noi e di quelli che stanno protestando hanno effettivamente letto e capito queste leggi??
Credo che votare senza una minima cognizione di causa, seguendo quello che ci viene detto dall'alto, sia peggio che non votare.

Di mio, per quanto possibile, ho cercato di informarmi. Ho provato a leggere i testi delle leggi, ma la verità è che non ci ho capito una mazza, non sono in grado di leggerli e di conseguenza di capirli.

Partiamo sull'acqua. I discorsi astratti che si stanno facendo si devono 1) scontrare con la realtà dei fatti 2) mettere d'accordo con quello che si sta effettivamente votando. A questo proposito vi linko questa pagina http://punto-lib.blogspot.com/2011/05/tutte-le-bugie-che-ti-hanno-detto.html. Mi è piaciuta molto l'impostazione, non schierata ma chiara e semplice (meglio ancora il video che hanno realizzato). Non dà indicazione di voto sul primo quesito, anche perchè dimostra che le motivazioni del sì sono infondate. Sul secondo punto la questione è ampiamente condivisibile (va bene la teoria, ma bisogna vedere la pratica). E, tra l'altro, è abbastanza intelligente da mostrare quanto questo referendum serva a poco a cambiare le cose, ma che di cose da cambiare ce ne siano (questo punto non esiste da parte dei sostenitori -politici- del no), ma non sono quelle scelte dai quesiti referendari. Visto che non sono in grado di informarmi direttamente, mi devo affidare a informazione mediata, e fra le cose che ho visto, questo è quello che mi ha convinto di più. Dunque, voterò no in entrambi i quesiti sull'acqua (sopratutto il secondo).

Sul nucleare ho deciso di non votare. Non ho trovato informazioni soddisfacenti, addirittura il parere degli esperti è contrastante in se stesso. Il mio parere da informatico non vale nulla in questo contesto. So che non sono competente per parlare del nucleare il generale, ma so con certezza che non lo voglio qui (non siamo stati in grado di gestire la spazzatura, voglio vedere cosa facciamo con le scorie - non è una scelta emotiva). Ma voglio avere la certezza che il mio sì significhi questo, e non l'ho perchè non riesco a capire il testo della legge. Preferisco astenermi che magari votare il contrario di quello che penso.

Sul legittimo impedimento è invece stranamente semplice la scelta. Il testo è il seguente (preso da http://www.eius.it/normativa/2010/004.asp):

Legge 7 aprile 2010, n. 51

Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza

(G.U. 8 aprile 2010, n. 81)

Con sentenza 25 gennaio 2011, n. 23, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità delle seguenti disposizioni della presente legge: art. 1, comma 3, nella parte in cui non prevede che il giudice valuti in concreto, a norma dell'art. 420-ter, comma 1, c.p.p., l'impedimento addotto; art. 1, comma 4.

Art. 1.

1. Per il Presidente del Consiglio dei ministri costituisce legittimo impedimento, ai sensi dell'articolo 420-ter del codice di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, quale imputato, il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti e in particolare dagli articoli 5, 6 e 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, dagli articoli 2, 3 e 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni, e dal regolamento interno del Consiglio dei Ministri, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 novembre 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 268 del 15 novembre 1993, e successive modificazioni, delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di governo.

2. Per i Ministri l'esercizio delle attività previste dalle leggi e dai regolamenti che ne disciplinano le attribuzioni, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di governo, costituisce legittimo impedimento, ai sensi dell'articolo 420-ter del codice di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali quali imputati.

3. Il giudice, su richiesta di parte, quando ricorrono le ipotesi di cui ai commi precedenti, rinvia il processo ad altra udienza.

4. Ove la Presidenza del Consiglio dei ministri attesti che l'impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice rinvia il processo a udienza successiva al periodo indicato, che non può essere superiore a sei mesi.

5. Il corso della prescrizione rimane sospeso per l'intera durata del rinvio, secondo quanto previsto dall'articolo 159, primo comma, numero 3), del codice penale, e si applica il terzo comma del medesimo articolo 159 del codice penale.

6. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge.


Una volta tanto, si capisce cosa c'è scritto. E non mi piace. Non esiste che una persona chiamata in giudizio non ci vada. SOPRATTUTTO se è un politico. Chiunque esso sia. Se fisicamente non può esserci, devono esserci i suoi avvocati, e il processo deve continuare in contumacia. Non esiste proprio che un politico abbia maggiori diritti di un cittadino comune. Questo è un SI' convinto. Poi lo so che da "legittimo impedimento" lo chiameranno "giustificabile ostacolo" e lo rimetteranno come legge (vedi "finanziamenti ai partiti"--> "rimborsi elettorali"), però in cuor mio saprò di aver fatto la mia parte. Della serie, almeno ci abbiamo provato.


Con questo, passo e chiudo. Informatevi, fatevi un opinione, ma andate a votare cazzo...



mercoledì 8 giugno 2011

Certe cose vale proprio la pena condividerle...


Chiedo ufficialmente di sostituire i poveri e maltrattati (tra l'altro, non ho mai capito il perchè) geologi con i grafologi nelle battute sui lavori inutili.

Come sempre, complimentoni ai "giornalisti"...
Tra l'altro, senza essere espertoni, come cazzo si fa a non capire che è scritto da un computer quel testo? Balza all'occhio da subito, mi stupirei fosse il contrario...

lunedì 6 giugno 2011

Doctor Who - Stagione 6, Parte 1

Premessa: diversamente dal mio solito, sarò ESTREMAMENTE SPOILEROSO. Dunque, se non avete ancora visto la stagione, non leggete questo post.


Come faremo a stare senza Dottore fino a Ottobre? Ma, sopratutto, ne è valsa la pena di spezzare in due la stagione (Moffat addirittura voleva chiuderla qui e iniziare la settima a Ottobre)?
Episodio per episodio, il mio giudizio (evito di raccontare gli episodi, li avete visti).

Episodi 1 & 2: The Impossible Astronaut & Day of the Moon
Un ottovolante di avvenimenti, i nuovi Big Bad, i Silenti (il cui avvento era già stato predetto nella stagione precedente) ne sanno un sacco (e, sicuramente, la loro storia non finisce qui), WTF moment dell'anno la rigenerazione della bambina (ok, ora possiamo dirlo, di River).
Voto: 9

Episodio 3: The Curse of The Black Spot
Verrebbe da dire che è un episodio deludente, ma in fondo di un momento di pausa prima dello sprint finale ci stava. E Lily Cole è sempre un piacere.
Voto: 7 1/2

Episodio 4: The Doctor's Wife
Per me, l'episodio più atteso dell'anno. Neil Gaiman che scrive Doctor Who, un sogno che si avvera, e che ripaga le aspettative. La cosa più incredibile di questo episodio è che Gaiman è riuscito a trovare un'idea mai esplorata in 33 stagioni (e il fatto che ce ne siano ancora fa capire quanto fottutamente grande sia questa serie). Tutti sappiamo che il TARDIS è vivo (o meglio, vivA), perchè non farla incarnare in un personaggio in carne e ossa? Episodio che sarebbe da classificare come filler, ma che è talmente inserito nella mitologia stessa della serie che non me la sento. E poi, è meraviglioso. Voto: 9

Episodio 5&6: The Rebel Flesh e The Almost People.
Sembrava un filler, vedendo la prima parte, ma non lo era affatto. Un episodio che porta a riflessioni esistenziali non indifferenti, con una nonchalance incredibile da parte degli autori. Il finale è il secondo WTF moment dell'anno. Voto: 8 1/2

Episodio 7: A Good Man Goes To War
L'episodio più atteso, che ha fatto decidere a Moffat di dividere in due la stagione per la portata dei suoi eventi. Lo dico subito, non ne è valsa la pena. Non perchè sia un brutto episodio, non lo è affatto, è messo in scena da dio. Ha però delle cadute notevoli in sceneggiatura (che da Moffat non mi sarei aspettato): l'ennesima ripetizione del parallelismo fra il Dottore e Rory a inizio episodio, con la scelta finale di Amy nei confronti di Rory (Moff, l'abbiam capito che ha scelto lui, adesso basta), l'apparizione a effetto del Dottore fatta in maniera estremamente prevedibile (eran tre monaci incappucciati, sarebbe bastato farlo uscire dal secondo anzichè dal terzo...), un Dottore fregato due volte nello stesso modo, ma soprattutto una scena finale priva di ogni potenza. La rivelazione finale del fatto che River fosse la figlia di Amy non è affatto un fulmine a ciel sereno. Tutto quadra, non c'è dubbio, ma mi sarei aspettato qualcosa di più (era una delle ipotesi più in voga). Il finale non mette aspettativa, sembra quasi una chiusura, e non funziona come dovrebbe come preludio a una seconda parte. E poi diciamolo, ha capito che Amy era un clone e non che River è una Signora del Tempo (anche se ibrida)? E' abbastanza poco credibile.
Nonostante questi difetti evidenti, l'episodio è un tour-de-force che funziona, ma non abbastanza da occupare la posizione che gli è stata data. Paragonabili sono gli episodi 4 e 5 della quinta stagione. Sono abbastanza deluso, devo dirlo. Spero che mi smentiscano con il secondo tronco, anche perchè la storia non è certo finita qui (alla Kingston è scappato - diciamo così... - qualcosa durante l'ultimo Confidential, facendo intendere che mancano ancora dei tasselli) . Voto: 8-

Se devo dare un giudizio complessivo, è un po' più basso della stagione 5, più semplice ma che sapeva bene dove andare a parare, e lo faceva con classe. Qui si è alzato il livello, ma Moff non è riuscito a ottenere un risultato proporzionato alle aspettative, seppur ottimo. Diciamo un 8 e mezzo.

Comunque sia, non vedo l'ora che ricominci. Nell'attesa, vedremo cosa ha combinato il caro vecchio RTD (con l'aiuto della Espenson *-*) con la quarta stagione di Torchwood...

giovedì 2 giugno 2011

[RECE] Superman: Terra Uno

Superman: Earth One, scritto da J. Michael Straczynski e disegnato da Shane Davis. è il primo dei progetti che ha in cantiere la DC Comics per creare in un certo modo il suo universo Ultimate. Il ritardo che sta avendo il Batman: Earth One di Geoff Johns e Gary Frank , unito alla recente e abbastanza curiosa notizia del reboot dell'universo DC in programma per fine estate, credo che sia il chiaro segnale della chiusura del progetto. Curiosamente, JMS e Frank avevano collaborato anni fa per la Marvel per un operazione simile, Supreme Power, serie partita più che benissimo ma poi abbandonata a se stessa da autori e casa editrice---

Non mi sento di bocciare il volume, ma le mie aspettative erano molto più alte. Superman è IL supereroe, non ci sono cazzi (nonostante non sia tra le mie preferenze), è un icona non solo fumettistica ma culturale. JMS non è esattamente l'ultimo scrittore, ha scritto roba non indifferente sia in campo fumettistico che in campo televisivo che in campo cinematografico. Il suo lavoro lo sa fare, e lo fa pure qui. Il ritmo è molto cinematografico, sicuramente il tutto è aiutato dai disegni di Davis, evidentemente emulo di Jim Lee e in sostanza dello stile Image/Top Cow di inizi anni '90, con uno stile molto dettagliato e molto dinamico.
E' l'approccio che lascia perplessi. Conosciamo il personaggio già cresciuto, al suo arrivo a Metropolis, che senza farsi grossi problemi primeggia in diversi campi (in questa cosa, è abbastanza originale). Ma nel resto... è Superman. Come lo si è letto da sempre, ne più ne meno. Capisco il voler essere in qualche modo fedele alla serie originale, ma un atteggiamento del genere relega questa uscita a nulla più che un what-if ben scritto e disegnato. Carino, ma non esaltante, il villain ideato per questa graphic novel, che introduce una mitologia alternativa per la distruzione di Krypton (molto meno affascinante della versione originale). I personaggi secondari sono appena tratteggiati, ma ho notato una curiosa, e piuttosto fastidiosa direi, somiglianza fra i tratti di Perry White e quelli di JJJ di Spiderman (non so se è un impressione solo mia). L'approccio degli autori è senza dubbio più realistico e moderno del Superman che conosciamo, ma non riesce ad incidere un segno indelebile nella sua mitologia. Il tutto mi è sembrato già letto, non incisivo.
Un buon lavoro tecnico, senza dubbio, ma un uscita non certo fondamentale.
Peccato, JMS ha detto che scrivere una storia del genere era da tempo il suo sogno. Noi invece lo ricorderemo meglio con il suo lavoro su Mark Milton in Supreme Power, un approccio al mito di Superman molto più interessante di questo...

mercoledì 1 giugno 2011

[RECE] The Tree Of Life

Sono stato molto combattuto se scrivere o meno questa recensione. Per due motivi principalmente: perchè la mie parole non saranno mai degne di questo film e perchè credo di non averlo capito abbastanza per analizzarlo.
Sono uscito dalla sala frastornato, esaltato, e principalmente confuso.
Non avere le parole giuste per parlarne è per me una soddisfazione. Io che sono così abituato a prendere film, serie, libri, fumetti, decostruirli e analizzarli davanti a cose del genere mi sento tanto tanto piccolo. Perchè non si può fare.
Ho avuto una discussione (piuttosto accesa tra l'altro) qualche giorno fa su quanto un autore possa andare a stravolgere il media che sta usando. Io ero del parere che lo possa fare in minima parte, bravo che sia, e ancora lo penso. Ma qui Malick lo fa. E contemporaneamente non lo fa affatto. Il cinema è, alle sue radici, immagine in movimento, che deve prima di tutto comunicare e poi narrare.
The Tree Of Life non ha una trama vera e propria. Addirittura i pochissimi personaggi che ci sono non hanno nemmeno nomi, non servono, non sono necessari. L'occhio di Malick ricorda la potenza espressiva di quello Kubrickiano (no, il paragone non è affatto azzardato), ma ne è agli antipodi. Kubrick aveva uno sguardo freddo, gelido sulla realtà e la sua interpretazione, l'eleganza stilistica che lo ha sempre distinto portava a osservare quello che veniva mostrato nelle sue pellicole con occhio critico, distaccato. Malick è al contrario, come Stanley ha un modo di progettare le inquadrature e le scene molto personale e assolutamente atipico, ma le fredde e calcolate (sia chiaro, non sto criticando Kubrick, per me è un modello imprescindibile) carrellate sono sostituite da movimentatissime soggettive (ma senza nessun soggetto) con camera a mano, che trasporta lo spettatore brutalmente all'interno della situazione, come se si entrasse, fisicamente e emotivamente, all'interno di ciò che viene raccontato, mostrato, suggerito.
Nei suoi pochissimi film precedenti (tutti eccellenti, forse così così solo "I Giorni del Cielo", ma lo dovrei rivedere) aveva già usato un modo di intendere il cinema assolutamente unico e inimitabile, trattando temi durissimi con un gusto poetico che nessun autore ha mai portato alla sua eccellenza, ma qui il tutto viene portato all'estremo.
Dopo quarant'anni di carriera esce questo, che credo verrà ricordato come il suo capolavoro, a meno che riesca a sorprenderci di nuovo con le sue prossime uscite (ha in cantiere un "documentario" sulla nascita dell'universo, espansione della meravigliosa, enorme sequenza presente in TOL, e un altro misterioso film, ora in post produzione - con i suoi tempi, prima del 2014 non se ne parla mi sa). E' cinema che torna agli esordi, elimina il concetto preconfezionato di narrazione a cui siamo abituati, mettendo in parallelo la storia della nascita dell'universo con l'estremamente intima storia di una famiglia americana degli anni 50. La narrazione fa continui salti temporali, guidati dalle sue caratteristiche voci fuori campo (prominente in tutto il suo cinema), che non narrano, ma sono semplicemente i pensieri più intimi dei personaggi. Addirittura si parte dalla fine, con le conseguenze di un evento drammatico che rimane inspiegato, per poi passare alla nascita dell'universo, con una sequenza che è una goduria per occhi e anima. E, cazzo, ci sono dinosauri in questo film. Dinosauri (tra l'altro, con una CGI eccellente. Malick, perfezionista com'è, non avrebbe accettato di meno) che vengono visti dal regista con lo stesso, dolcissimo, occhio con cui vede gli umani. La scena è molto particolare, e non è comprensibile di primo acchito secondo me. Alessandro che è venuto con me al cinema mi ha aiutato a capirla (era la sua seconda visione, e a suo parere aiuta moltissimo rivederlo). Senza raccontare la scena, in sostanza è l'ennesima rappresentazione di un concetto che viene espresso nel film, non ricordo le parole esatte, in cui viene detto che ci sono due modi per vivere, seguire la via della Natura o la via della Grazia. Il concetto è permeato nel film, a livello universale e particolare, e lo stesso concetto di dualismo è incarnato nella pellicola in diversi elementi. Una vera analisi a livello contenutistico del film non oso nemmeno farla, non ne sono in grado, è decisamente TROPPO per me.
Tornando in un ambito in cui posso dire qualcosa che abbia un minimo di valore, parliamo del cast. Pitt è splendido (e, insieme a Di Caprio, ha tutta la mia stima per quanto sia capace di mettersi in gioco), il suo affatto banale personaggio è caratterizzato meravigliosamente, nel suo essere sempre in bilico fra giusto e sbagliato, in sostanza umano. Penn fa una piccolissima parte (anche se è, in sostanza, il personaggio protagonista del film), rappresentando il figlio di Pitt al giorno d'oggi, e lo fa con la consueta classe e un'impressionante somiglianza con l'attore che rappresenta il personaggio da piccolo. Attore che attore non è. Questo è il suo primo film, guardatelo e rimanete a bocca aperta. Anche la splendida moglie di Pitt non scherza, con questo suo aspetto etereo (Ale ha detto "elfico", e non gli darei torto), tra l'altro messo in evidenza da alcune sequenze particolarmente oniriche (e, oserei dire, leggermente erotiche) nella mente di suo figlio.
Ci sono scene di un'espressività da antologia, che con due inquadrature (senza dialoghi) dicono tantissimo. L'unica sequenza indubbiamente erotica del film è da studiare, è chiarissimo quello che succede, ma senza mostrarlo. Allo stesso modo la brevissima scena del tribunale, che mostra l'ennesimo fallimento del personaggio di Pitt, è resa con un'efficacia espressiva incredibile (aiutata dalla voce fuori campo, che fa estremamente da contrasto).
E'un film atipico, assolutamente originale, oserei dire rivoluzionario se non fosse che una cosa del genere non potrebbe essere replicata, se non in casi estremamente sporadici. Qui si parla di Arte pura, in cui il Cinema esplode in tutta la sua potenza.
Sicuramente non è un film per tutti. Bisogna vederlo con una certa predisposizione d'animo, una notevole dose di pazienza e di attenzione che non tutti possono dare per quasi due ore e mezza. Ma ne vale assolutamente la pena.
Intanto bramo il documentario...


Post più popolari