lunedì 31 dicembre 2012

[RECE] Lo Hobbit - Un Viaggio Inaspettato

Premessa: in queste vacanze sistemerò il layout di questo blog. Non si può proprio guardare. Poi beh, ecco, dovrei anche ricominciare a scriverci.

Passiamo allo Hobbit.
Senza dubbio il film evento di questo natale, che ho potuto vedere solo ieri sera (trovare i biglietti all'Arcadia di Melzo per vederlo in HFR 3D non è stato esattamente una passeggiata).
Mi è piaciuto? Più no che sì, ma mi spiegherò meglio.

Premetto di non essere un fan sfegatato del Signore degli Anelli, e nemmeno del suo universo letterario. Non perchè non mi piaccia (anzi) ma non mi ha mai conquistato come altri universi (e comunque di trilogia ce n'è soltanto una).
Tra l'altro, il libro del SDA non l'ho mai finito, mentre mi è piaciuto tantissimo lo Hobbit. Mi è piaciuto proprio perchè è fresco, spigliato, colto senza essere tedioso, divertente, e genuinamente avventuroso.
Tutte cose che l'adattamento cinematografico non è.
Quando il progetto è stato annunciato, già la separazione in due parti aveva fatto storcere il naso, visto l'effettiva durata del libro (che essendo nato come libro fiabesco per ragazzi, è proprio un libricino di 300 pagine). L'annuncio, al ComicCon di quest'anno della terza parte è stata veramente troppo. A quel punto è stato chiaro che 1) la trama sarebbe stata allungata all'inverosimile (anche usando inserti dell'universo Tolkeniano) 2) gli interessi economici che ci stanno dietro hanno un'importanza decisamente maggiore di quelli artistici.
E la cosa fa incazzare due volte pensando a quello che c'è stato dietro alla trilogia originale: uno sforzo produttivo, economico e anche fisico non indifferente (il fantasy non è mai stato un genere facile al cinema prima del SDA, e nessuno aveva mai osato girare tre film di quella portata uno in fila all'altro). Sforzo ripagato con un successo planetario, e un film che ha cambiato le carte in tavola di un intero genere, rinobilitandolo dopo anni di oblio.
Lo Hobbit (date per scontato stia parlando del film da qua in poi) prende la via facile: è un prequel girato con  l'atteggiamento con cui si gira un sequel. Addirittura la struttura narrativa ha un sacco di punti in comune con la Compagnia dell'Anello. E' riempito di frecciatine (anche visive) alla trilogia, fatte chiaramente per compiacere i fan (la riunione a Gran Burrone è un esempio eclatante - sì, lo so che è nel Silmarillion, ma non nascondiamoci dietro un dito). A dirla tutta, l'atteggiamento dietro la contestatissima nuova trilogia di Star Wars era decisamente più onesto (con risultati altalenanti, ma più onesto).
Gli inserti sono decisamente fuori luogo, tra un Radagast infilato dentro a forza (con tra l'altro un paio di sequenze che definire imbarazzanti è essere buoni, tra la slitta di Babbo Natale e il riccio con gli occhioni carini), scene che nel libro funzionano ma che al cinema ammazzano il tutto (le canzoni messe a caso, l'interminabile scena degli indovinelli con Gollum), e soprattutto lo spiegone iniziale che distrugge il senso del libro (separando nettamente il pubblico dal protagonista della storia, esattamente al contrario del romanzo).
Ed è quello il problema principale: questo non è un film dello Hobbit. E' un prequel (narrativo) - sequel (cinematrografico) del SDA, che travisa completamente lo spirito del romanzo da cui è tratto (sia chiaro, "travisa", non "adatta" come nel caso della trilogia). Bilbo è solo uno dei tanti personaggi, coinvolto in un avventura più grande di lui che noi come spettatori vediamo completamente, mentre lui no.
Altra cosa che ho odiato da subito è il look tremendamente finto del film. OK, è un fantasy, ma il SDA aveva un impianto visivo allucinante, con una cura dei dettagli quasi maniacale, che rendeva tutto tremendamente realistico. Qui no, ci sono tonnellate di green screen, delle creature disegnate con una CGI vecchia (è un film di primo piano girato con una montagna di soldi, io esigo livelli tecnici eccellenti) e, un compositing da serie televisiva e in alcune scene una fotografia quasi da CW (canale che è tristemente famoso per la qualità media della fotografia delle sue serie. Ma quasi, sia chiaro, quei livelli di monnezza sono rari). E ho trovato fastidiosissime le "immagini" del film, più vicine ad illustrazioni fantasy che a vere immagini cinematrografiche.
E, dulcis in fondo, la durata: infiniti 170 minuti (tra l'altro uscirà pure la versione estesa...) che sembra finire almeno cinque o sei volte (chiaramente erano tutti probabili finali poi scelti in fase di montaggio), e invece prosegue...
Passando ai lati positivi: il cast, decisamente in parte (Freeman perfetto, l'attore di Thorin pure, e le vecchie conoscenze che sono una conferma), la regia (Jackson ci sa fare, lungi da me dire il contrario, anche se preferisco i Suoi film a questi).
Menzione a parte per la stereoscopia, usata decisamente bene e sempre, concedendo poco (ma concedendo) al 3D facile, ma facendo permeare questo tipo di visione in tutte le scene, anche quelle più "tranquille". E, cosa abbastanza rara, anche le battaglie risultano chiare e fluide. La tecnologia HFR ha forse aiutato, ma sinceramente non ho percepito tanto i lati positivi quanto quelli negativi (l'apparente effetto accellerato di molte scene, ma probabilmente è una questione di abitudine).
E poi beh chiaramente io sono uno degli spettatori per cui il film è pensato, perciò è sempre piacevole vedere facce e ambienti conosciuti (come ho già detto, la sensazione è quella di vedere un seguito ambientato prima). In particolare ho trovato splendido il set della casa di Bilbo, solo abbozzato nella trilogia.

Riassumendo, è un film valido, ma con tante cose che mi hanno infastidito (e che hanno confermato le mie riserve iniziali sul progetto). Sicuramente è un film fatto in funzione del suo pubblico, privo del valore assoluto della prima trilogia, che pecca parecchio in autocompiacenza.

C'è anche da dire che io ero una delle mosche bianche a cui ai tempi aveva fatto schifo la Compagnia, per poi rivalutare ampiamente la trilogia dopo aver visto i sequel.
Gli aggiungo anche un po' di beneficio del dubbio visto i casini produttivi che hanno segnato il film (il fallimento della MGM, l'abbandono di Del Toro, che doveva essere a capo del progetto), e spero che riescano a smentirmi con i prossimi due capitoli.




venerdì 21 settembre 2012

[RECE] Prometheus

Nuovo post, che è un po' che non recensisco nulla. Il layout del blog fa schifo, lo so, ci devo perdere più di cinque minuti :-)

E adesso, Prometheus. Anche questo attesissimo, è stata l'ennesima delusione colossale.
I motivi sono esattamente quelli che si possono leggere in giro: il fintissimo distaccamento dalla saga di Alien, che al contrario cita quasi esplicitamente in tutta la pellicola (e dunque i paragoni te li cucchi Ridley), ma sopratutto una sceneggiatura che fa acqua ovunque.

Principalmente per un motivo: è arrogante e pretestuosa. Non si voleva limitarsi a mostrare l'origine degli xenomorfi (come ci si poteva aspettare da un prequel), ma addirittura ha tirato in ballo l'origine della vita sulla Terra. Al che, se permettete, o le cose le fai bene o lascia perdere.
La prima scena è uno splendore visivo, e mi ha ricordato parecchio (e non credo sia un caso) "The Tree Of Life" di Malick (con la piccola differenza che quello il suo lavoro lo ha fatto egregiamente). Fine dei titoli di testa, e già la prima scena che lascia un po' basiti, con una sequenza di avvenimenti non solo decisamente poco comprensibile, ma sopratutto non spiegata.
E il film è pieno di cose di questo tipo, che ti fanno porre domande ma non ti danno risposte. E non su cose che possono essere interpretate, ma anche su semplici passaggi narrativi che non vanno da nessuna parte.
Come per il regista, anche per lo sceneggiatore il paragone è inevitabile. Lindelof è stato uno dei due showrunner di Lost (e uno dei reali creatori, a differenza di Abrams), in cui questo "stile" era una costante. Con la differenza che Lost alla fine da qualche parte è finito, e se qualche pezzo è andato perso (e ne sono andati persi parecchi) alla fine glielo si perdona nel contesto di una storia con dei personaggi che funzionavano alla grande (è una serie molto discussa, ammetto sia una mia opinione :-) ). La scusa "lasciano le cose in sospeso per il sequel" è una stronzata. Il biglietto l'ho pagato, voglio uscire dalla sala soddisfatto e volerne ancora, non volere vedere altre due ore di film perchè nelle prime due hai deciso di non dire nulla.

Qui al contrario la storia gioca con delle macchiette, e in un contesto al di poco inverosimile. Evidentemente nel 2090 saremo tutti rincoglioniti, visto che sarà considerato normale partire per una missione verso l'altra parte dell'universo senza sapere né dove si sta andando né perchè.
La sopravvalutatissima Noomi Rapace (che ha azzeccato con Liz Salander la parte della vita, ma che si è purtroppo svenduta subito) non ha un decimo del carisma di Sigurnery Weaver, e il resto del cast "minore" è del tutto dimenticabile. Poi ci sono i quattro nomoni: Charlize Theron, che per quanto esageratamente gnocca interpreta un personaggio senza un minimo di senso, Idris Elba che vien voglia di pigliare a cartoni dall'inizio alla fine del film (ma quanti film ha fatto questo ultimamente?), e Guy Pearce, il cui look del film è ridicolo, ad essere buoni (non c'era nessun attore molto anziano in grado di fare una parte del genere senza usare una maschera prostetica??).
E poi Fassbender. Fassbender è un attore magnifico, "uscito" da poco e che ha azzeccato un sacco di parti. Peccato che qui il suo ruolo sia quello di un androide, definito chiaramente come senz'anima.
E peccato che sia a occhi chiusi il personaggio più espressivo (e interessante, per quanto possibile) del film, e dunque chiaramente fuori parte.

Il look del film è estremamamente derivativo, su tutti da Alien stesso, passando per 2001 e Avatar. Il responsabile delle sculture scimmiotta Giger senza avere un decimo del suo gusto e delle sue capacità (il look plasticoso della nave degli Ingegneri è inguardabile). Il livello degli effetti speciali è allo stato dell'arte, ma non ci poteva chiedere di meno.

E vogliamo parlare di quello che doveva essere il colpo di scena principale del film? Non lo dico per non spoilerare, ma chi l'ha visto capisce al volo. A parte quanto fosse telefonato, ma aveva davvero senso di esistere?

Una delusione cocente, non promuovibile da nessun punto di vista, e che Scott poteva evitare tranquillamente (dopo aver firmato due capolavori assoluti come Alien e Blade Runner, io ci penserei due volte prima di toccare di nuovo il genere).

Adesso l'attesa è tutta per la versione annacquata dello Hobbit...




lunedì 2 luglio 2012

[RECE] Hunger Games - La Trilogia

Recensione a caldo, come piace fare a me.
Volevo recensire i tre libri uno alla volta, ma ho preferito stilare solo una lista di pro e contro della trilogia nel suo complesso, evitando di spoilerare.

PRO
Su tutti, la caratterizzazione dei personaggi, quasi tutti a tre dimensioni, con una personalità ben definita, e comportamenti affatto banali.
Sicuramente promuovo la trama nel suo complesso che, pur partendo da una base ben poco originale, si sviluppa con intelligenza e, andando avanti, con ben poca banalità (presente forse nella prima parte, ma ampiamente compensata nell'ultima).
Promuovo (ma su questo approfondisco dopo) il tragicissimo finale, scelta per nulla usuale in un libro pensato per ragazzi.
Risulta chiarissimo (soprattutto nel terzo libro) lo scopo dell'autrice, che voleva raccontare, attraverso una storia che potesse coinvolgere i più giovani, le atrocità della guerra ma sopratutto di quello che ci gira intorno, la falsa propaganda, la cattiva informazione, ecc. E' molto efficace e intelligente il parallelismo tra il comportamento di Katniss negli HG e durante la rivolta.
E una piccola cosa mi è piaciuta da morire, ma questa la possono capire solo le persone che hanno letto il libro. L'ossessiva, dolorosissima, azzeccatissima, ripetizione del "Vero o falso?".

CONTRO
Di contro ce ne sono, e purtroppo pochi ma gravi. Su tutti, ma questo riconosco sia un mio problema, è la narrazione in prima persona. La detesto come tecnica narrativa, sopratutto se in contesti non adatti come questo. Le limitazioni sono evidenti, narrare una storia con così tante sfaccettature da un solo punto di vista è qualcosa di parecchio debilitante.
Ma sopratutto il problema di questa trilogia, o meglio della sua seconda metà (dalla fine del secondo e la totalità del terzo) è la PESSIMA gestione dei tempi narrativi. Il finale del secondo libro è qualcosa che definire frettoloso è fare un complimento. E la cosa da fastidio soprattutto in rapporto alla prima parte del secondo libro, che al contrario li gestisce in maniera quasi perfetta (e decisamente cinematografica... sono sicuro che, salvo brutte sorprese, il secondo capitolo, finale a parte, sarà una goduria). Il terzo libro è peggio ancora. Innanzitutto è troppo lungo, ma la questione sta in che cosa lo rende tale. L'autrice, ripetutamente, perde fin troppo tempo a descrivere scene marginali, mentre è incredibilmente frettolosa nel soprassedere agli eventi più importanti della rivolta, i cui avvenimenti sono il cuore della trama. Emblematico è il finale, che al posto di costruire un bel climax, usa per l'ennesima volta lo stratagemma della "botta in testa" (con varianti) per rifilare al lettore dei pessimi spiegoni. Tra l'altro lasciando in questo caso un buco narrativo di portata non indifferente (non volendo spoilerare non dirò di cosa si tratta, ma credo sia lampante a chi abbia letto il libro). Il terzo libro è fin troppo denso di avvenimenti, ma narrati in questo modo li rende estremamente noiosi e ripetitivi (e in effetti ha ragione un mio amico che mi aveva detto che in sostanza il terzo libro si poteva leggere un capitolo sì e uno no...).


CONCLUSIONI
Anni luce da Harry Potter, la cui genialità (nel genere) è di un altro universo, ma comunque lontanissimo da spazzatura che ha venduto altrettanto (devo dire di cosa sto parlando?), è una trilogia che ha molti difetti (anche piuttosto gravi), ma che mi sento di promuovere. Non passerà alla storia del genere, ma è abbastanza inusuale da meritare una menzione. Anche se poteva essere molto meglio....

giovedì 26 aprile 2012

[RECE] The Avengers

L'abbiamo atteso, agognato, desiderato. E finalmente è uscito!
Ne è valsa la pena? Si, assolutamente.

Non mi dilungo troppo, ne stan parlando tutti molto meglio di come farei io.
Un prodotto riuscito quasi alla perfezione, con un difficile equilibrio nella sceneggiatura notevole, opera del grande autore che Whedon è.
Un cast notevole, con l'unica eccezione della Johannson che è tanto figa quanto cagna (ed è PARECCHIO figa). Su tutti Ruffalo e Hiddleston, a mani basse.
Effetti speciali forse un po' altalenanti (ma più che brutti sono usati in maniera un po' banale).

L'hanno elogiato (troppo) come il miglior cinefumetto di sempre. Non lo è, ma poco di manca. Gli manca il Cinema con la C maiuscola che ha, per esempio, The Dark Knight. Forse è il miglior film Marvel, ma ha ancora Spiderman 2 con cui fare i conti, e non saprei decidere.

E' un film che è stato indubbiamente difficile da realizzare con coscienza, e va detto che Whedon ce l'ha fatta, senza strafare e senza eccellere.

Voto: 8 1/2. Un compito (compitino sembra un insulto), ma con le palle

giovedì 19 aprile 2012

[RECE] Titanic 3D

Due parole in croce.
Titanic 3D è Titanic, nè più ne meno. Questo vuol dire un capolavoro, lo era quindici anni fa e lo è ancora oggi. Non starò nemmeno qui a dire il perchè, e continuerò a soffire in silenzio (più o meno) quando lo si paragona a Twilight, o lo si considera un film per ragazzine (se così fosse, quante cazzo di ragazzine c'erano in giro nel 1997 tanto da fargli incassare un miliardo e mezzo di dollari e vincere undici Oscar?).
E, sinceramente, quando sento dire "l'ha fatto per soldi" mi vien da ridere. Cameron è uno che per praticamente per sfizio è andato in solitaria in fondo al fosso delle Marianne, ha diretto i due film di maggiori successo della storia del cinema (non dimentichiamolo) e ha girato un (meraviglioso) documentario 3000 metri sott'acqua per testare delle telecamere. Non è esattamente uno che ha bisogno di soldi.
Da pioniere di una tecnologia, il 3D (che continuo a non amare affatto, sia chiaro) ha voluto dimostrare che la tecnologia di riconversione 3D, usata con coscienza e non con le chiappe come il 99% delle volte, permette di ottenere un prodotto molto simile al 3D nativo, dimostrazione senza dubbio riuscita. A parte qualche piccola imperfezione, il 3D rende ottimamente (anche nelle scene movimentate), e come per Avatar non stanca affatto. Certo, non aggiunge effettivamente nulla, sopratutto perchè è un film girato quasi interamente in interni, e il 3D rende abbastanza poco.
Ma vedere Titanic è sempre un'emozione, al cinema poi..

P.s.: era per il peso, non per lo spazio...


sabato 10 marzo 2012

[RECE] John Carter

E' un secolo che non scrivo più su questo blog. Negli ultimi mesi sono stato quell'attimo impegnato, tra la conquista dell'agognato pezzo di carta e il lavoro ;-)

Ma devo ricominciare, ed è un momento buono.

John Carter, dicevamo. Sono andato a vedere il film senza saperne praticamente nulla, ho visto di sfuggita il trailer, non ho mai letto i romanzi. Ma ho letto i nomi coinvolti, e sono andato a scatola chiusa. E ho fatto bene.

E' un film con molti pro e pochi contro (ma ci sono). Cominciamo coi pro.
Piccola premessa, non credo si possa vedere questo film senza avere almeno una vaga idea di cosa si sta vedendo. La Disney ha, incredibilmente, toppato il marketing di questo film, che probabilmente passerà quasi inosservato, nonostante la sua qualità e i nomi coinvolti (è, sostanzialmente, un film in live action della Pixar, mica cazzi insomma). John Carter di Marte è una serie di romanzi scritti a partire dal 1912 (!) che ha lanciato il genere eroico-fantasy-fantascientifico, scritti da Edgar Rice Burroughs (tra l'altro, anche autore di Tarzan). L'influenza che ha avuto nel genere (nella sua nascita proprio) è stata enorme, e questo bisogna tenerlo presente mentre si vede il film.
Sostanzialmente, questo film è uscito troppo tardi. Di film derivati da questa storia ne abbiamo visti a centinaia (due su tutti: Star Wars e Avatar), e senza tenere presente l'ordine temporale potrebbe sembrare che sia questo ad essere derivativo, quando invece è il contrario. Purtroppo, è innegabile, per chi, come me e come la stragrande maggioranza del pubblico che lo vedrà, è cresciuto con Star Wars, fare questo sforzo mentale non è facile.
Pensare che una storia del genere sia stata concepita un secolo fa è allucinante. Nonostante qualche ingenuità narrativa (ricordiamo che il genere, ai tempi, non esisteva) la storia è ricchissima, coerente, avvincente e ancora molto moderna (anche se, su questo, non so quanto sia merito del romanzo rispetto agli autori del film).
Visivamente è splendido, la Disney non ha badato a spese, e gli autori si sono assicurati di fare le cose per bene. A livello tecnico è davvero impeccabile, mi è piaciuto tantissimo il montaggio, usato in maniera sapiente sia nelle prime scene, decisamente divertenti (la scena dell'arresto è esilarante), che in quelle epicissime finali. A volte la colonna sonora era un po' fuori tema, ma è essere puntigliosi. L'integrazione tra i personaggi CGI e reali è quasi perfetta (e ci mancherebbe). Sul 3D parlo nella seconda parte...
Kitsch ha la fisicità giusta per il personaggio (e poi gli voglio tanto tanto bene da FNL), e idem la protagonista femminile (la Principessa di Marte che dà il titolo al primo romanzo di cui questo film è adattamento), e Mark Strong e Bryan Cranston in piccoli ruoli (a livello di tempo filmico) sono sempre un piacere da vedere.

I contro. In primis, come ci si può immaginare, il 3D. Sostanzialmente inutile, e molto fastidioso nelle primissime scene (come sempre, le scene più movimentate fanno impazzire gli occhi). Un sovrapprezzo che, ancora una volta, non vale la pena. E ci continuo a cascare (anche se devo dire che nel caso specifico era un "prendo il primo spettacolo che riesco", il tempo è quello che è)...
Altro difetto che ho trovato è un uso dell'umorismo a volte fuori luogo, non tanto nelle prime scene in cui ci sta (ed è esilarante, come dicevo) ma nelle ultime, molto epiche ma interrotte da un paio di gag davvero inutili che rovinano un po' l'atmosfera (non esageratamente comunque).
E, purtroppo, l'influsso della Disney più becera: ci scommetto che il "cane" presente nel film nei romanzi non esiste ed è stato aggiunto per accattivarsi il pubblico più giovane. Personaggio simpatico, sia chiaro, è pensato apposta, ma si capisce che è una cosa incollata per questo solo e unico motivo.
Da bocciare in toto il pessimo marketing, che non ha funzionato per nulla: se uno come me che passa la sua vita su internet ha dovuto informarsi a mano sul film è evidente che qualcosa non va. E siete la Disney cazzo!

Valutando pro e contro senza dubbio vincono però i pro, è un film che consiglio caldamente, con la consapevolezza che se fosse uscito trent'anni fa parleremmo di questa storia in modo molto simile a come parliamo di Star Wars...



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