lunedì 2 luglio 2012

[RECE] Hunger Games - La Trilogia

Recensione a caldo, come piace fare a me.
Volevo recensire i tre libri uno alla volta, ma ho preferito stilare solo una lista di pro e contro della trilogia nel suo complesso, evitando di spoilerare.

PRO
Su tutti, la caratterizzazione dei personaggi, quasi tutti a tre dimensioni, con una personalità ben definita, e comportamenti affatto banali.
Sicuramente promuovo la trama nel suo complesso che, pur partendo da una base ben poco originale, si sviluppa con intelligenza e, andando avanti, con ben poca banalità (presente forse nella prima parte, ma ampiamente compensata nell'ultima).
Promuovo (ma su questo approfondisco dopo) il tragicissimo finale, scelta per nulla usuale in un libro pensato per ragazzi.
Risulta chiarissimo (soprattutto nel terzo libro) lo scopo dell'autrice, che voleva raccontare, attraverso una storia che potesse coinvolgere i più giovani, le atrocità della guerra ma sopratutto di quello che ci gira intorno, la falsa propaganda, la cattiva informazione, ecc. E' molto efficace e intelligente il parallelismo tra il comportamento di Katniss negli HG e durante la rivolta.
E una piccola cosa mi è piaciuta da morire, ma questa la possono capire solo le persone che hanno letto il libro. L'ossessiva, dolorosissima, azzeccatissima, ripetizione del "Vero o falso?".

CONTRO
Di contro ce ne sono, e purtroppo pochi ma gravi. Su tutti, ma questo riconosco sia un mio problema, è la narrazione in prima persona. La detesto come tecnica narrativa, sopratutto se in contesti non adatti come questo. Le limitazioni sono evidenti, narrare una storia con così tante sfaccettature da un solo punto di vista è qualcosa di parecchio debilitante.
Ma sopratutto il problema di questa trilogia, o meglio della sua seconda metà (dalla fine del secondo e la totalità del terzo) è la PESSIMA gestione dei tempi narrativi. Il finale del secondo libro è qualcosa che definire frettoloso è fare un complimento. E la cosa da fastidio soprattutto in rapporto alla prima parte del secondo libro, che al contrario li gestisce in maniera quasi perfetta (e decisamente cinematografica... sono sicuro che, salvo brutte sorprese, il secondo capitolo, finale a parte, sarà una goduria). Il terzo libro è peggio ancora. Innanzitutto è troppo lungo, ma la questione sta in che cosa lo rende tale. L'autrice, ripetutamente, perde fin troppo tempo a descrivere scene marginali, mentre è incredibilmente frettolosa nel soprassedere agli eventi più importanti della rivolta, i cui avvenimenti sono il cuore della trama. Emblematico è il finale, che al posto di costruire un bel climax, usa per l'ennesima volta lo stratagemma della "botta in testa" (con varianti) per rifilare al lettore dei pessimi spiegoni. Tra l'altro lasciando in questo caso un buco narrativo di portata non indifferente (non volendo spoilerare non dirò di cosa si tratta, ma credo sia lampante a chi abbia letto il libro). Il terzo libro è fin troppo denso di avvenimenti, ma narrati in questo modo li rende estremamente noiosi e ripetitivi (e in effetti ha ragione un mio amico che mi aveva detto che in sostanza il terzo libro si poteva leggere un capitolo sì e uno no...).


CONCLUSIONI
Anni luce da Harry Potter, la cui genialità (nel genere) è di un altro universo, ma comunque lontanissimo da spazzatura che ha venduto altrettanto (devo dire di cosa sto parlando?), è una trilogia che ha molti difetti (anche piuttosto gravi), ma che mi sento di promuovere. Non passerà alla storia del genere, ma è abbastanza inusuale da meritare una menzione. Anche se poteva essere molto meglio....

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