venerdì 12 luglio 2013

[RECE x2] To The Wonder / Pacific Rim

Recensione doppia di due film che non potrebbero essere più diversi di così...

To The Wonder
Io a Malick voglio bene. Ma tipo tanto. Dopo The Tree Of Life l'attesa era tanta, ma purtroppo non è stata ripagata. "To The Wonder" si è rivelata una brutta ripetizione del precedente lungometraggio, ma totalmente privo di quella grandezza e di quella profondità che lo avevano caratterizzato. Il legame è evidente (e a quanto pare nella sua testa questa storia avrebbe dovuto far parte della precedente), ma il registro risulta parecchio fuorviante. E' una storia che parla di amore, ma lo fa in un modo non convincente e che cade troppo spesso nell'autocompiacenza (negare, per esempio, che un gran numero di inquadrature sono fatte solo ed esclusivamente perchè lui le può fare è negare l'evidenza),e il cui gusto poetico finisce troppo spesso nello stucchevole e nel fine se stesso. La storia stessa è decisamente bizzarra, le relazioni fra i personaggi sono a dir poco dubbie, e lasciano trasparire una visione del mondo del suo autore abbastanza fuori dalla realtà e figlia di quell'isolamento volontario in cui è sempre vissuto. Quello a cui manca principalmente a questo film è una sceneggiatura che stia in piedi, e che non faccia sembrare il film un mero collage di belle immagini da cartolina. Ciò che è innegabile è la maestria di Malick nello storytelling (capacità sempre più rara ormai), capace di fare entrare nel mondo di questi personaggi praticamente senza l'uso di parole (il film è in gran parte muto, e i dialoghi sono appena abbozzati). Non è un brutto film, sia chiaro, anzi. Il gusto e la personalità di Malick sono unici e ci sono tutti. Il problema è che qui ci sono troppo... Comunque convincentissima buona parte del cast, su tutti la Kurylenko, che oltre ad essere bella in modo imbarazzante dimostra doti non indifferenti. L'unico proprio "meh" è Affleck, che si conferma meglio come regista che come attore. Un ruolo adatto a lui (il suo personaggio è sostanzialmente incapace di esprimere emozioni), ma che risulta davvero recitato in modo scarso, sopratutto a fianco a un colosso come Bardem e la Kurylenko.
In sostanza, gran belle immagini, tanto gusto, ma poca coerenza.

Pacific Rim
PR è tipo la gioia fatta film. E' esattamente, e di più, di quello che ci si aspetta. Solo per metterlo in chiaro, non è il nuovo Star Wars o il nuovo Top Gun, come è stato descritto dal buon RRobe, ma è un film di cui sicuramente si parlerà e che diventerà il termine di paragone per i film di questo tipo.
Un film non certo perfetto, soprattutto a livello di sceneggiatura (ci sono alcune forzature decisamente evidenti e un generale abuso di parecchi clichè), ma girato con una maestria, un affetto per il tema e un gusto per il divertimento più puro rari. In sostanza è il sogno di ogni bambino nato negli anni '80, la perfetta trasposizione degli universi robotici e mostruosi tipici della cultura nipponica (che viene tributata, non meramente saccheggiata dal film), girato da un regista non solo sa fare il suo lavoro, ma che queste cose le ama davvero. Il comparto tecnico è davvero esagerato, a partire da una stereoscopia efficacissima e praticamente perfetta (e, incredibilmente, riconvertita), che permea tutto il film. Il tutto sembra davvero estremamente credibile (ed essendo in un film che parla di giganteschi mostri alieni provienienti dall'oceano combattuti con giganteschi robot, è tutto dire), ed da notare la cura nei dettagli, come ad esempio le ammaccature che si vedono sui robot e sulle armature dei piloti, segno delle continue lotte. Pregevole anche la rapida introduzione iniziale, che racconta tutto senza perdere tempo, per catapultare lo spettatore da subito nell'universo raccontato. La trama risulta tra l'altro molto buona (non impeccabile, ripeto), con dei buoni personaggi, basati palesemente su stereotipi tipici dell'animazione giapponese, ma perfettamente funzionali al contesto. Su tutti spicca il personaggio (e l'interpretazione) di Ron Perlman, che si divora la scena risultando a mani basse il più memorabile (nonostante il poco screen time).
Con questo film, se servisse, ci dimenticheremo tutti del freddo e confusionario Transformers di Bay...

lunedì 1 luglio 2013

[RECE] Man Of Steel

Avviso 1: questa recensione sarà molto lunga e piena di sproloqui  :-P
Avviso 2: sarà piena di riferimenti a scene del film. Non oso chiamarli spoiler (perchè implicherebbe che in questo film ci siano cose spoilerabili - SPOILER: non è così), ma ci siamo capiti.

"Man of Steel" è un film sbagliatissimo, per parecchi motivi, che analizzerò uno alla volta.

I nomi coinvolti
Le premesse c'erano tutte. Alla produzione (e supervisione) Christopher Nolan, non solo regista della fortunatissima e splendida trilogia di Batman, ma sopratutto uno dei migliori cineasti sulla piazza. Alla regia Zack Snyder, un regista che personalmente adoro alla follia, e generalmente snobbato come registucolo di roba tamarra, quando invece, parere personale, ha un gusto estetico e una personalità registica rara nel panorama odierno. L'unica incognita (a ragione) era lo sceneggiatore, il tremendamente altalenante David Goyer (a cui, diciamolo subito, appartengono i maggiori problemi del film). Goyer ha ormai sulle spalle una notevole esperienza nel genere, che va però presa con le pinze. Principalmente perchè si distinguono nettamente i film che ha scritto da solo e quelli scritti con altri. Da solo ha scritto e diretto "Blade Trinity" (ce lo ricordiamo quello vero?), il "Nick Fury" con Hasselhoff (true story) è il final draft del terribile secondo capitolo di "Ghost Rider". Però il suo nome è anche in tutta la trilogia di Nolan (con i due fratelli Nolan), "Blade II" (ma è lampante che quel film funziona per Del Toro e non grazie a lui). Ma, notiamolo il suo nome è anche su "Jumper" (film che al solo nome fa venire un tremito alla schiena a chi ha avuto la sfortuna di vederlo). In questo film tutti i suoi limiti vengono fuori.

La competizione
Il ruolo del film, a livello di progetto globale, dovrebbe fungere da punto di partenza per l'universo DC cinematografico, incredibilmente in ritardo rispetto alla concorrenza Marvel (che ne ha azzeccati tanti e sbagliati pochi, imponendosi sul mercato in maniera spaventosamente potente). Chiaro da subito che l'approccio che si sarebbe usato sarebbe stato molto più "serio" della Marvel, partendo dalle ceneri della trilogia Nolaniana di Batman (che, se servisse dirlo, ho trovato eccellente).
In realtà il film non è per nulla incisivo, per una serie di motivi. E, soprattutto, i riferimenti preparatori all'universo DC sono a dir poco ridicoli (qui, divertitevi).
Alla fine del film non si percepisce un senso di inizio di qualcosa di più grande, ma solo il (parziale) compimento della storia di un solo personaggio. La Marvel, anche solo con Iron Man, ha fatto ben altro.
La trilogia di Batman era indubbiamente pensata come standalone, a differenza di Lanterna Verde, che se non avesse floppato così clamorosamente (anche se, sinceramente, non è affatto così male come se ne parla) sarebbe stato integrato nell'universo. Se la Warner è furba, può riciclare il Freccia Verde della serie TV (Arrow chiaramente, non Smallville :-P) sfruttando la serie anche per presentare almeno un altro personaggio (dovessi scommetterci, Flash). Di lavoro da fare ce n'è tanto, ma non si è partiti con il piede giusto.

La regia
Come premesso, adoro Snyder. Ma questo film, per come è stato fatto, lo poteva dirigere anche Michael Bay sotto acidi. Zero ritmo, zero tocchi personali, solo tanto rumore e tanto vuoto.

La sceneggiatura
Da dove si comincia qua? Dai dialoghi imbarazzanti (tutti)? Dal collage di scene collegate con lo spago? Da un uso estremamente poco efficace (e, sopratutto, inutile) della narrazione non lineare?
Cominciamo dai dialoghi. Ne cito giusto due, che chi ha visto il film inquadrerà subito: 1) "Se dovrò rifarlo, lo rifarò!"2)"Cosa c'è, soldato?" "Ohhh....lo trovo così sexy....". Brividi.
Davvero, è così pessima sotto ogni aspetto che mi è anche passata la voglia di scriverne.
Se avete visto il film, pensate alle scene di questo film che vi hanno colpito. Non parlo solo di colpi di scena, ma di scene anche semplicemente belle e memorabili. A me non ne viene mezza.
E, colpa più grave, annoia tanto che a metà film ero convintissimo (o meglio, ci speravo) stesse finendo....


L'approccio al personaggio
Fondamentalmente è qui che chi ha visto il film si divide. Perchè l'approccio degli autori al personaggio è, come dire, controverso.
Principalmente perchè non si capisce se gli autori non hanno capito il personaggio oppure hanno scelto il momento e il modo sbagliato per stravolgerlo. Il problema principale di questo film è che non c'è Clark. Mai. Mi spingo più in là (e mi beccherò qualche insulto per questo), su questo aspetto era meglio Smallville (mi fermo qui, mi sento sporco ad averlo scritto). Il personaggio è sempre Superman, sia da bambino, che da ragazzo, che da adulto. Non c'è tutta quella componente "campagnola" del personaggio che è sua parte fondamentale. Clark, nel fumetto e in tutti gli adattamenti precedenti, cresce con i suoi poteri protetto dai suoi genitori, che gli insegnano il valore del lavoro e del far bene alla comunità (chiaramente spingendolo a non fare scoprire i propri poteri). Qui questa cosa è trattata in maniera bizzarra. Il personaggio di Jonathan Kent è un dannatissimo paranoico, il cui unico insegnamento che dà al figlio è "fa nulla che tu possa salvare il mondo, rimani nascosto". La cosa culmina nella scena del pulmino (che si vede nel trailer), quando Clark, rimproverato dal padre per averli salvati, gli chiede "Cosa avrei dovuto fare? Lasciarli morire?" "Forse sì.". Mi si è gelato il sangue a quella frase.
Sempre a Jonathan è da imputare una delle morti più idiote della storia, sacrificandosi in maniera stupidissima pur di non far usare i suoi poteri al figlio. Che, per tutta risposta, proprio per provare di aver fatto propri gli insegnamenti del padre, inizia a girare il mondo, sotto false identità, alla ricerca di luoghi in cui i propri poteri potrebbero risultare utili, e senza farsi grossi problemi nel manifestarli (tanto basta cambiar nome per non farsi beccare, vero? Si veda più avanti per la risposta a questa domanda). Complimenti per la coerenza.
Il personaggio di Clark per come lo conosciamo si vede solo alla fine, ma con tutte le premesse la cosa si rivela una citazione fine a se stessa.
A Clark si affianca Lois, presentata come un perfetto stereotipo di donna forte, priva di una qualsivoglia personalità, ma dotata di superpoteri che Superman le fa un baffo. Super vista nel beccare, al buio, Clark in mezzo alla neve a chilometri di distanza, supervelocità nel raggiungerlo, con una dinamica che definire dubbia è dir poco, che si ripete costantemente in tutto il film, raggiungendo il punto massimo nella scena finale alla stazione con Zod.
Vogliamo parlare poi di quanto risulti camp Russell Crowe a far Jor El? Se non fossi stato così disgustato dal resto, un paio di scene erano da morire (in particolare, quando fa da guida a Lois nell'astronave, una scena che definire imbarazzante è fargli un complimento.
Chi ha apprezzato il film ha apprezzato il fatto che il personaggio di Superman venga demitizzato, e reso più umano. Ma apprezzare una cosa del genere parlando di Superman è la prova di non aver capito il personaggio. Cito, a braccio, Max Landis, che di questo film ha fatto una breve ma splendida videorecensione (qui). In questo film si ha paura di affrontare Superman per quello che è: 1) in primis, l'archetipo del supereroe 2) un dio in terra. Perchè, parole di Landis che condivido, il personaggio di Kal El, presa coscienza dei propri poteri, aveva davanti un bivio: comandare la Terra o salvarla. La sua scelta è quello che identifica il personaggio. Qui i poteri sono visti solo come un ostacolo alla normalità, qualcosa di cui vergognarsi e da nascondere, snaturando il mito di Superman e quello che rappresenta.
Perchè questa scelta è quella che guida la vita del personaggio, ed è ciò che rende la dinamica del rapporto fra Superman e Batman così interessante (cosa nota per chi segua le avventure fumettistiche).

Ah, però le mutande le ha sotto il costume, allora è un approccio supermoderno. E, per favore, smettiamola di dire che l'approccio al personaggio è simile a quello di Terra Uno di JMS o Action Comics di Morrison (questi due approcci, tra l'altro piuttosto simili tra loro, pur senza eccellere riescono a modernizzare il personaggio senza snaturarlo).

Un brutto film?
Sarà banale dirlo, ma esistono diversi tipi di brutti film. Ci sono film fatti con pochi soldi e poche idee, ma che uno può divertirsi a vedere (tipo quelli che recensisce Yotobi, per intenderci). Ci sono brutti film come Dragonball Evolution, fatti con i soldi giusti ma un approccio completamente sbagliato, e senza nemmeno crederci davvero. Altri come Amazing Spiderman, che alla fine si rivalutano per un semplice motivo: sono tremendamente divertenti da prendere in giro (Rolando Guevara, ragnatela-lazo quante risate ci avete regalato).
Questo non rientra in nessuna di queste categorie: non è abbastanza stupido da essere divertente da prendere in giro, non è fatto con pochi soldi tanto da farti chiudere un occhio o due. E' una produzione di prim'ordine, fatta da nomi importanti, con una funzione importante, che si è rivelata una bolla di sapone.

E adesso?
Alla fine questo film incasserà comunque un sacco di soldi, abbastanza da finanziare almeno il secondo capitolo e, con un po' di coraggio da parte della WB, anche l'agognato film della JLA, che ormai sta avendo un connotato mistico (visto che è in ballo da una cosa come vent'anni). Ma se queste sono le premesse, c'è da aver paura. Bocciato senza se e senza ma.

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