giovedì 30 settembre 2010

[RECE] Inception

Di Inception si è detto di tutto e di più. Nolan è stato acclamato come successore di Kubrick e Hitchcock e cose del genere.
Nulla di più esagerato.
Nolan è senza dubbio uno dei registi più interessanti della scena, ma lo metterei in parallelo ad un Fincher che a un Kubrick.
Personalmente ritengo che i punti più alti della sua carriera siano Memento e The Prestige, ma bisogna dire che non ne ha mai sbagliato uno, tantomeno questo.

L'hanno esaltato tutti, in buona parte a ragione, mi limiterò a dire cosa NON mi è piaciuto.

Il problema di questo film è che è esageratamente complesso, ma non è completo. Manca un contesto di quello che sta succedendo (la tecnologia usata nel film è più diffusa di quanto sembri se si è attenti), ma i più grandi difetti sono nella trama spicciola. La sceneggiatura è notevole, gestire un tipo di narrazione stratificata di questo tipo senza perdersi è dura, e ce la fa, ma il punto di partenza di tutto l'ho trovato un po' squallido. Nolan tende un po' a compiacersi del suo talento, e si fa abbastanza fatica ad essere coinvolti nella storia. E poi, cosa importante, è un film esageratamente lungo. Non perchè sprechi tempo, ma al contrario perchè non spreca un secondo. Mantenere l'attenzione al 100% per due ore e mezza è dura. Nemmeno Kubrick ha mai chiesto una cosa del genere allo spettatore. Anche perchè alla fine un paio di cose non tornano troppo. E, nonostante quello che si dice in giro, non è poi COSI' complesso. E'stratificato, ma lineare, non ci vuole poi troppo a seguire il percorso dei protagonisti nei vari livelli di sogno. Avevo letto che la struttura era molto complessa ma poi si dipanava nel finale. Beh, io ho trovato la struttura piuttosto chiara e il finale abbastanza telefonato (anche se volutamente dubbio).

Non vorrei dare un'impressione sbagliata, il film mi è piaciuto e lo vorrei rivedere meglio, ma trovo che i pareri che ho letto siano un po' esagerati. Nolan ha fatto di meglio. E sono sicuro che saprà sorprenderci ancora.

Nota finale su Di Caprio. Dopo Titanic avrebbe potuto compiacersi del fatto di essere un figo della madonna (la cosa è innegabile) e fare film di merda. Invece si è messo in gioco, ha tirato fuori due palle enormi come attore, e dopo dieci anni continua a confermarsi come uno dei migliori nell'ambiente. Tutta la mia stima.

domenica 26 settembre 2010

Pilot 2010/2001 - Parte 2

A voi altre cinque minirecensioni...

Better With You
Sitcom della ABC, protagoniste due sorelle, con rispettivi fidanzati e i loro due genitori. Un gioco sui confornti generazionali, un po' banalotto, ma divertente. Ma mi sa che passo.

Mike And Molly
Prodotto da Chuck Lorre, fra i produttori di The Big Bang Theory, altra sitcom. Protagonisti un poliziotto e un'insegnante, entrambi decisamente sovrappeso, che si conoscono e iniziano a piacersi. Ok, non vuol dire nulla questa frase, però la serie sembra davvero divertente, e i protagonisti sono dolcissimi. Promossa.

Shit My Dad Says
Altra sitcom, con protagonista William Shatner (devo dire chi è???). Divertente ma non troppo sinceramente, passo anche su questa.

The Defenders
L'ennesimo legal, genere che piace tantissimo agli americani, con protagonista Jim Belushi. Carino, divertente, ma non sono un gran appassionato del genere e Belushi non è abbastanza. A chi piace invece lo consiglio.

Boardwalk Empire
La serie più attesa dell'anno, senza dubbio. Senza dilungarmi troppo (se ne sta parlando più che abbastanza) è magistralmente diretta, sceneggiata e interpretata (Steve Buscemi protagonista, ho detto tutto). Mi ricorda molto Mad Men, nonostante la differenza abissale di constesto. Ma, come Mad Men, la trovo un po' freddina, nonostante sia tecnicamente impeccabile. La seguirò sicuramente.

The Whole Truth
Altro legal, ma con un'importante differenza. Nella serie infatti per ogni caso si vedono i punti di vista sia dell'accusa che della difesa in maniera equilibrata, e credo sia una cosa piuttosto innovativa per il genere. Ben fatta, ma come detto prima non è il mio genere.

sabato 25 settembre 2010

Pilot 2010/2001 - Parte 1

Che bello sono ricominciate le serie!
A parte per la felicità del ritorno dei miei classici, quest'anno siamo letteralmente sommersi da nuove serie, e mi andava di condividere le mie opinioni su quello che ho visto fino adesso. Cercherò di essere il più breve possibile XD

Rubicon
Questa serie non è effettivamente da considerarsi parte della nuova stagione, visto che è partita a luglio, ma ho voluto metterla comunque. Nuova serie della AMC, dopo lo sopravvalutatissimo Mad Men (IMHO, sembro essere l'unico sulla terra a cui questa serie dica poco) e al meraviglioso Breaking Bad, è ambientata nel mondo dell'Intelligence americana. Uno dei milgiori del team inizia a notare stranezze all'interno dei cruciverba dei principali quotidiani e inizia ad indagare su una cospirazione. Serie dal ritmo molto lento, acuito dalla mancanza di colonna sonora (tipico AMC), ma che trovo piuttosto interessante (anche se ha uno sviluppo poco chiaro = non si capisce troppo dove vuole andare a parare)

Nikita
Nuovo nato in casa CW, è stata una piacevole sorpresa. Chiunque segua serie televisive americane sa che cosa rappresenta la CW, cioè il concentrato della peggior monnezza televisiva americana (e, comunque, superiore al miglior prodotto italiano, Boris a parte). Remake della serie televisiva tratta dal remake del film di Luc Besson (si, è proprio così) è un prodotto piacevole, ben fatto e ben interpretato, con quelche difetto realizzativo, ma trascurabile. Una bella sorpresa.

The Event
Ennesima serie ideata e pubblicizzata come erede di Lost (dopo Heroes e la fallimentare Flashforward), è una serie che ha davanti due alternative: o diventare qualcosa di estremamente figo o una minchiata colossale. L'impressione che mi ha dato il pilot è più che buona, ma è evidente che c'è ancora molto da vedere per poter dare un giudizio.

Raising Hope
Questa serie è agghiacciante. Dagli autori di My Name Is Earl, che non ho mai visto, è una serie comedy della FOX su un ragazzo che deve crescere sua figlia, nata da un rapporto occasionale con un'assassina, condannata alla sedia elettrica poco prima. Si, è una comedy. E con una trama del genere la cosa è disturbante. Unite poi l'esecuzione capitale vista in modo comico e padre e nonna che vomitano addosso alla bambina quando le aprono il pannolino sporco. No, non fa per me...

Running Wilde
Dagli autori di Arrested Development. Già questo mi è piaciuto di più, anche se mi sa che lo recupererò più avanti (ho troppo arretrato). I due protagonisti sono un superriccone e un ambientalista, che hanno avuto una breve storia d'amore da bambini e che non l'hanno mai superata, per poi ritrovarsi da adulti. Gli attori sono molto bravi, e sembra davvero divertente.

Hawaii Five-0
Poliziesco, niente di fondamentale. Spaccone quanto basta, con un cast per nostalgici (mi fa strano che un cast composto da un attore di Lost, una di Battlestar Galactica, una di 24 e nel pilota james "Spike" Marsters sia stato studiato a caso). Piacevole e ben fatta. Altro remake pure questo.

Undercovers
Per ora la più grande delusione. Da J.J. Abrams (non penso debba spiegare chi è) è una storia di spionaggio banale, piena di cliche e cose già viste. Non merita nemmeno altre parole. Bocciata senza appello, dall'autore di Alias, Lost e Fringe mi aspetto MOLTO di più.

domenica 12 settembre 2010

[SERIE] Friday Night Lights Stagione 1-4

Mi è stato fatto notare che scrivo post troppo lunghi in questo blog. Questo non farà eccezione XD

Oggi lo zio Isa vi parla di una di quelle serie che andrebbero messe in un ipotetica classifica delle cose più belle che esistono in TV, e che ovviamente quasi nessuno in Italia conosce (FNL non piangere, ti fanno compagnie cosettine come Firefly, Doctor Who e Breaking Bad, gli italiani preferiscono quelle robe qua).

Sono reduce da un maratone delle stagioni 2, 3 e 4 che sono finalmente riuscito a vedere in attesa della quinta e ultima che dovrebbe iniziare ad ottobre. E non vedo l'ora.

Di cosa sto parlando? FNL è un teen drama sportivo, con particolare accento sulla parola drama. L'espressione "teen drama" farebbe tremare molti, facendo pensare a cose come Gossip Girl, 90210 et similia. Nulla di tutto questo. Si parla di ragazzi e delle loro storie, ma è solo questo il punto di contatto.
Ambientato nella immaginaria città di Dillon, Texas, la serie narra delle vicende di una squadra di football, i Dillon Panthers e in particolare del suo coach e della sua famiglia. Coach il cui interprete sicuramente conoscete per questa serie).
Il punto di partenza della serie è in realtà un film omonimo, fatto appena prima della serie dallo stesso autore, Peter Berg, che ha poi rimaneggiato il soggetto per la televisione insieme all'autore di Roswell (altro gioiellino IMHO) Jason Katims In comune hanno lo stile di ripresa, di cui parlerò dopo, un paio di attori (anch ese in parti differenti), e ovviamente il tema. Il film è un buon prodotto, ma per motivi di tempistiche non riesce ad ottenere l'effetto di realismo e coinvolgimento che invece la serie porta a livelli eccellenti.

Via il dente via il dolore, poi torno serio. Questa serie ha uno dei cast femminili più allucinanti a livello ormonale della televisione. Cioè (in ordine personale decrescente di preferenza), Minka Kelly, Adrianne Palicki,Connie Britton e Aimee Teegarden. Vi regalo anche una foto di gruppo. Non ci perderò altro tempo. Non credo ci sia molto da commentare.
Torno serio. Il cast ha vinto nella prima stagione l'Emmy come miglior cast per una serie drammatica, più che meritato. Gli attori sono straordinari, capaci di dar vita ai personaggi con un realismo più unico che raro. I personaggi sono concreti, veri, assolutamente non stereotipati (forse questa cosa viene un po' meno nell'ultima stagione di cui parlerò dopo). Sono veri proprio perchè inseriti in un contesto vero, quello del Texas più retrogrado, stato che è considerabile per la serie un personaggio come lo è senza dubbio Gotham City per Batman. Questa città vive e ruota interamente intorno al football, ignorando problemi più seri che la riempiono, rendendo miti e poi ignorando i giocatori che si alternano nella squadra.
I giocatori vengono trattati come miti del cinema finchè sono in squadra, per poi essere dimenticati e tornare ad essere nessuno subito dopo, nel caso non siano in grado di proseguire la carriera.
Ma, insomma, di cose di cui parla questa serie ce ne sono tantissime, e sarebbe noiosissimo se facessi l'elenco di tutto. Guardatela, fatevi un favore. Anche in italiano (l'ho fatta vedere a mia sorella così, un po' va perso, ma non in maniera grave).
Lo stile di regia della serie salta subito all'occhio, ed è una cosa geniale. Ogni scena è girata con tre camere a mano, con un forte effetto documentaristico (le inquadrature sono sempre in movimento). Ogni scena viene girata da tre angolazioni in contemporanea, e gli attori sono istruiti in modo di adattare le battute nella maniera più naturale e realistica possibile, per tener buona quasi sempre la prima ripresa. (Piccola nota personale: io non capisco perchè questa cosa non sia la regola per un certo cinema che vuole fare realismo... quando è toccato fare a me questo tipo di scelte mi è parsa la cosa più sensata, semplice e naturale)
Senza dilungarmi ancora troppo, posso dirvi che ci si affeziona tantissimo ai personaggi, coi loro pregi e coi loro difetti che li rendono tanto veri.
Ultima cosa. La serie ha avuto vicessitudini di trasmissione piuttosto tormentate, ed è stata salvata dalla chiusura grazie all'affetto dei fan che ha fatto si che si stipulasse un contratto di co-produzione e co-distribuzione fra DirectTV e la NBC. Per questo motivo e per esigenze narrative (i personaggi arrivano all'età da college o lasciano Dillon per altri motivi) la quarta stagione riparte quasi da zero, in modo che si può paragonare all'ultima stagione di Scrubs, di cui ho già parlato. Ma, a differenza di quest'ultimo, l'ambientazione cambia di parecchio, ci si sposta nella zona più malfamata di Dillon, dove non regna più football e ricchezza ma una dura vita reale. Molti dei personaggi del primo ciclo rimangono, in altri ruoli, ed altri vanno persi. Anche il nuovo cast non è male, ma secondo me cade un po' in alcuni stereotipi da quartiere malfamato americano. Questo non toglie che anche questa quarta stagione sia decisamente emozionante.

La consiglio senza riserve a chiunque...

giovedì 9 settembre 2010

[RECE] The Expendables

Nono sono mai stato un fan dei film d'azione, non perchè non mi piacessero in se (anzi) ma perchè semplicemente non è mai stato il genere con cui sono cresciuto. Ma le basi le ho, il John McClane di Willis, Rocky e Rambo (molto di più il primo del secondo, per cui non ho mai stravisto) fanno parte del mio universo cinematografico. La notizia di questo progetto di Stallone ha mandato gli ormoni a palla a tutti i fan del genere. Un superfilm che unisse sullo schermo alcune delle più grandi icone del cinema d'azione degli anni ottanta. Quasi tutte praticamente (all'appello mancano Seagal e Damme, che non hanno potuto partecipare, a quanto pare per impegni incompatibili). Dunque com'è stato? Faccio un punto per punto.

Il Cast
Cominciamo dalla cosa più evidente. Questo film è stato costruito sul suo cast. Con un altro gruppo di attori questo film non sarebbe nemmeno esistito. E questo di sapeva. Il problema è che sono troppi, e forse nemmeno quelli giusti. La scena di Willis e Schwarzy è divertentissima, ma è proprio buttata lì per far numero sugli attori (si parla di due-tre minuti di scena in totale, Schwarzy ancora meno). Due degli attori protagonisti non li avevo mai visti o semplicemente non me li ricordavo, e sinceramente senza di loro non sarebbe cambiato molto (ho poi scoperto che erano due ex sportivi che recentemente hanno fatto qualche film). Il problema è gestire otto/nove protagonisti in 100 minuti (troppo, troppo pochi). Il risultato è raffazzonato, in alcuni scene sembra proprio di vedere una parata di attori una dopo l'altro anzichè un cast. I personaggi sono, sia per mancanze di sceneggiatura che di tempo, assolutamente piatti, fanno eccezione il personaggio di Statham (che, senza dubbio, è l'erede assoluto di questa generazione di attori) e quello di Lundgren (ho sempre odiato Rocky IV, sia chiaro). Poi, nota di fondo che poco c'entra, la ragazza di Statham è la mia Cordy...

Regia e Sceneggiatura
Ho sempre apprezzato lo Stallone autore, anzi, l'ultimo Rocky è uno dei migliori film che abbia visto recentemente. Il suo stiel di scrittura, un po' rozzo e spaccone, ma con un certo tocco, è evidente. Il soggetto non è suo, ma nel film emergono chiaramente le componenti che lui ha fatto sue e riscritto. Il problema sta nell'idea di fondo. Questo, sulla carta, poteva essere per i film d'azione quello che "Il signore degli anelli" è stato per il fantasy. E non lo è. Non lo è perchè continua per tutto il film a barcamenarsi tra l'essere una gigantesca tamarrata (nel senso più positivo possibile del termine) e l'essere una riflessione sullo stesso cinema che si sta tributando, e sullo stato degli attori che lo stanno interpretando (il paragone fra i mercenari e questi attori d'azione chiusi nei loro ruoli è sottile ma secondo me abbastanza evidente). Fra le due componenti è la prima a fare da padrona, ma le scene d'azione risultano, soprattutto nelle parti finali, roboanti e confusionarie. Sicuramente lo scarso budget del film (cosa più che evidente) fa la sua parte, ma cose come il sangue in CGI (davvero) danno proprio fastidio.

La trama
Qui nessuna sorpresa, nè in positivo nè in negativo. Sostanzialmente un dittatore prende in ostaggio un isola nel golfo del Messico con l'aiuto di un agente della CIA corrotto e traditore, e la squadra di Mercenari viene mandata ad ucciderli entrambi. Cosa che fanno (toh, spoiler). Però, per una volta tanto, la bella (nemmeno troppo a dirla tutta) non finisce con l'eroe. Non credo di aver rovinato il film dicendo queste cose. In fondo è in tutto e per tutto un film da anni 80, non ci si aspetta plot twist, introspezione e riflessione, ma tanto sangue, violenza, razzismo gratuito, esplosioni, armi sempre più grosse. E queste cose ci sono, in massa. Ci sono scene super esaltanti nella loro pacchianeria (l'attacco al molo e la prima scena su tutte).

Il (i) sequel
Per una volta tanto, spero in un proseguimento della serie. Spero che abbia a disposizione più soldi, e che lo possa fare più lungo, correggendo gli errori che ci sono in questo. Potrebbe venir fuori qualcosa di figo.


IN CONCLUSIONE
Tirando le somme, non ho trovato questo film brutto, anzi. Semplicemente non è nè sorprendente nè rispetta ciò che prometteva sulla carta. Ma è casinaro e tamarro come ogni buon film d'azione deve essere, con quel leggero tocco autoriale che schifo non fa, e alcuni dialoghi a effetto da blocco degli appunti. Spero in un sequel migliore, ma tutto sommato vale la pena di vederlo, anche per la sola scena di Willis e Schwarzy.

Dialogo migliore: il dittatore sta incitando il suo esercito a trovare e ammazzare la squadra, parlando in spagnolo. Loro sono nascosti poco distante, e Stallone fa "Cosa sta dicendo?". La risposta "Siete morti. Ma con molte s". Geniale.

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