lunedì 31 maggio 2010

Ma andate allegramente a fanculo....

Sto girando un piccolo cortometraggio per un esame scolastico, cosa che mi sta dando non poche soddisfazioni, nonostante il notevole impegno e fatica.
Una scena del corto include un inseguimento in una strada, e ci siamo mossi per trovare una location adatta. Non mi ricordo più chi di noi ha proposto una cittadina quasi fantasma vicino a Lecco. Ci siamo procurati qualche foto e l'abbiamo trovata perfetta per quello che ci serviva. Ci siamo dunque attivati per chiedere i permessi necessari per girare (si perché, nonostante quello che pensa qualcuno - i miei - servono).
Gli abbiamo scritto tre settimane fa e non ci avevano ancora risposto. Siccome abbiamo intenzione di finire le riprese entro un mesetto, abbiamo deciso di vedere un po' qui a Treviglio un'alternativa. Stamattina un po' di ping pong fra uffici e adesso aspettiamo la risposta.

Arrivo a casa e arriva la mail di Luca, con la risposta del primo comune. Oneri: 2500 euro.

No, non sto scherzando.

2500 euro.

Per un corto amatoriale per un esame, in cui loro non devono nemmeno alzare il loro grasso culone dalle sedie. E per cui noi non facciamo neanche un euro.

Ma state scherzando lurida feccia umana? Chiedete seriamente, per quattro ore di riprese in cui non vi tocchiamo niente e facciamo tutto noi 2500 euro???????

Adesso aspettiamo la risposta trevigliese. Se la situazione non è molto diversa (posso ritenere accettabile spendere fino a 100 euro, 25 a testa, di più mi rifiuto) cambiamo la sceneggiatura, non me ne frega niente.

Ma pensa te...

Io non voglio girare di nascosto (come molti sicuramente faranno a livello amatoriale evidentemente) perché lo voglio pubblicare su youtube o siti del genere, e non voglio ripercussioni, ma condizioni del genere sono davvero inaccettabili...


P.s.: cmq il resto del corto sta uscendo bene...

lunedì 24 maggio 2010

E' finita

Doverosa una premessa che è totalmente inutile per chi mi conosce un minimo. La mia intera adolescenza è stata dominata da una vorace passione per il cinema, tanto che il mio sogno nel cassetto è e rimarrà sempre quello di riuscire a sfondare in quel mondo dietro la macchina da presa (con telecamera o penna in mano devo ancora decidere). Ho speso anni a divorare (guardare non rende) film su film, forse con troppa leggerezza, tanto che parecchi film che ho visto in quel periodo, anche se meritevoli, non me li ricordo nemmeno. Ad un certo punto un fattaccio nella mia vita sentimentale mi ha cambiato parecchio, e questa voracità è venuta meno. Siccome non tutto il male vien per nuocere, da quel momento ho iniziato a guardare meno roba e a studiarla di più.

Nel frattempo, un nuovo mondo mi si è aperto. Una mia amica mi parla di una serie americana che le piace molto, appena uscita, "Desperate Housewives". La inizio a vedere, e il mio modo di percepire la televisione cambia radicalmente. Passa poco tempo, e sento parlare di una serie che sta creando molto scalpore in America. Una serie che parla di un gruppo di persone su un aereo che si vanno a schiantare su un isola deserta e devono cercare di sopravvivere (non la nomino neanche, sapete di cosa parlo). La mia (e non solo) prima reazione è stata "e di cosa parlerebbe sta serie scusa? chissà che palla...". Finchè non ho iniziato a vederla. Il pilota è stato qualcosa di spaventoso, un investimento enorme che il canale ha avuto un grande coraggio a fare. Conosco i tantissimi personaggi, mi ci affeziono parecchio. Passano le puntate, e sembra chiaro che la sopravvivenza sull'isola è solo una delle componenti della serie, chiaramente inseribile in un genere, quello mistery, che aveva al tempo già dato parecchie soddisfazioni.
E così inizio a seguirla in maniera spasmodica, finchè attorno alla 3x06 mi metto in pari con la trasmissione americana. Sono passati ormai quattro anni da quel momento, e ogni settimana l'uscita di un nuovo episodio è stata un'attesa immancabile per me e per tutti gli altri appassionati. Non è stata una serie per tutti, è una serie da seguire con passione, su cui si è DOVUTO parlare a lungo. Alla fine della terza stagione parecchi si sono arresi. Il cambio di struttura narrativa (il primo e non l'ultimo) sembrava loro qualcosa di costruito tanto per, i misteri che si accumulavano un gigantesco castello di carta destinato a crollare. Ma noi, fedeli, abbiamo continuato. Abbiamo continuato nonostante le incongruenze, i misteri che non portavano da nessuna parte, le storyline e i personaggi dimenticati o tolti di mezzo senza motivo plausibile. Abbiamo continuato perchè volevamo sapere, volevamo capire. Abbiamo atteso quest'ultima stagione con ansia, sperando che potesse dipanare i dubbi che si erano accumulati. L'ha fatto? No. E l'ansia (mista a un po' di risentimento) è cresciuta fino a stamattina. Il fatidico ultimo episodio. Doppio e allungato per giunta. Quello che tutti si aspettavano come fonte di chiarezza. Ha risposto a qualche domanda? No. Ha aggiunto qualche dubbio? Altrochè. Mi posso ritenere soddisfatto? Cazzo, si.
Ho capito una cosa. Questa serie è stata esattamente quello che sembrava all'inizio. Una serie che parlava di un gruppo di persone su un'isola. Tutto il resto non è mai stato importante. I misteri erano solo misteri, erano solo cose che facevano avvicinare e allontanare queste persone. Il finale è stata una degna celebrazione dell'affetto che hanno scaturito in noi? Si, assolutamente. Ci aspettavamo qualcos'altro? Si, ma ci sbagliavamo. Ho pianto tre volte per la commozione stamattina. Mi mancheranno Jack, Kate, Sawyer, Hugo, John, Sayid, Sun, Jin, Juliet, Miles, Charlie, Claire,.... Tutti, a loro modo.

Mi mancheranno le transizioni fatte con il rumore del motore di un aereo in decollo. Mi mancherà la sigla più brutta di sempre, fatta con un wordart pessimo. Mi mancherà l'aspettare ogni puntata e posticipare qualsiasi altra cosa per vederlo. Mi mancherà avere una serie su cui discutere con così passione. Insomma, mi mancherai LOST. Grazie per averci torturato per tutti questi anni. Addio.

Ebbene si l'ho fatto anch'io

In un mondo in cui chiunque esprime la propria opinione sulla vita, l'universo e tutto quanto (cit., abituatevici), ho pensato che lo posso fare pure io.

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