domenica 12 settembre 2010

[SERIE] Friday Night Lights Stagione 1-4

Mi è stato fatto notare che scrivo post troppo lunghi in questo blog. Questo non farà eccezione XD

Oggi lo zio Isa vi parla di una di quelle serie che andrebbero messe in un ipotetica classifica delle cose più belle che esistono in TV, e che ovviamente quasi nessuno in Italia conosce (FNL non piangere, ti fanno compagnie cosettine come Firefly, Doctor Who e Breaking Bad, gli italiani preferiscono quelle robe qua).

Sono reduce da un maratone delle stagioni 2, 3 e 4 che sono finalmente riuscito a vedere in attesa della quinta e ultima che dovrebbe iniziare ad ottobre. E non vedo l'ora.

Di cosa sto parlando? FNL è un teen drama sportivo, con particolare accento sulla parola drama. L'espressione "teen drama" farebbe tremare molti, facendo pensare a cose come Gossip Girl, 90210 et similia. Nulla di tutto questo. Si parla di ragazzi e delle loro storie, ma è solo questo il punto di contatto.
Ambientato nella immaginaria città di Dillon, Texas, la serie narra delle vicende di una squadra di football, i Dillon Panthers e in particolare del suo coach e della sua famiglia. Coach il cui interprete sicuramente conoscete per questa serie).
Il punto di partenza della serie è in realtà un film omonimo, fatto appena prima della serie dallo stesso autore, Peter Berg, che ha poi rimaneggiato il soggetto per la televisione insieme all'autore di Roswell (altro gioiellino IMHO) Jason Katims In comune hanno lo stile di ripresa, di cui parlerò dopo, un paio di attori (anch ese in parti differenti), e ovviamente il tema. Il film è un buon prodotto, ma per motivi di tempistiche non riesce ad ottenere l'effetto di realismo e coinvolgimento che invece la serie porta a livelli eccellenti.

Via il dente via il dolore, poi torno serio. Questa serie ha uno dei cast femminili più allucinanti a livello ormonale della televisione. Cioè (in ordine personale decrescente di preferenza), Minka Kelly, Adrianne Palicki,Connie Britton e Aimee Teegarden. Vi regalo anche una foto di gruppo. Non ci perderò altro tempo. Non credo ci sia molto da commentare.
Torno serio. Il cast ha vinto nella prima stagione l'Emmy come miglior cast per una serie drammatica, più che meritato. Gli attori sono straordinari, capaci di dar vita ai personaggi con un realismo più unico che raro. I personaggi sono concreti, veri, assolutamente non stereotipati (forse questa cosa viene un po' meno nell'ultima stagione di cui parlerò dopo). Sono veri proprio perchè inseriti in un contesto vero, quello del Texas più retrogrado, stato che è considerabile per la serie un personaggio come lo è senza dubbio Gotham City per Batman. Questa città vive e ruota interamente intorno al football, ignorando problemi più seri che la riempiono, rendendo miti e poi ignorando i giocatori che si alternano nella squadra.
I giocatori vengono trattati come miti del cinema finchè sono in squadra, per poi essere dimenticati e tornare ad essere nessuno subito dopo, nel caso non siano in grado di proseguire la carriera.
Ma, insomma, di cose di cui parla questa serie ce ne sono tantissime, e sarebbe noiosissimo se facessi l'elenco di tutto. Guardatela, fatevi un favore. Anche in italiano (l'ho fatta vedere a mia sorella così, un po' va perso, ma non in maniera grave).
Lo stile di regia della serie salta subito all'occhio, ed è una cosa geniale. Ogni scena è girata con tre camere a mano, con un forte effetto documentaristico (le inquadrature sono sempre in movimento). Ogni scena viene girata da tre angolazioni in contemporanea, e gli attori sono istruiti in modo di adattare le battute nella maniera più naturale e realistica possibile, per tener buona quasi sempre la prima ripresa. (Piccola nota personale: io non capisco perchè questa cosa non sia la regola per un certo cinema che vuole fare realismo... quando è toccato fare a me questo tipo di scelte mi è parsa la cosa più sensata, semplice e naturale)
Senza dilungarmi ancora troppo, posso dirvi che ci si affeziona tantissimo ai personaggi, coi loro pregi e coi loro difetti che li rendono tanto veri.
Ultima cosa. La serie ha avuto vicessitudini di trasmissione piuttosto tormentate, ed è stata salvata dalla chiusura grazie all'affetto dei fan che ha fatto si che si stipulasse un contratto di co-produzione e co-distribuzione fra DirectTV e la NBC. Per questo motivo e per esigenze narrative (i personaggi arrivano all'età da college o lasciano Dillon per altri motivi) la quarta stagione riparte quasi da zero, in modo che si può paragonare all'ultima stagione di Scrubs, di cui ho già parlato. Ma, a differenza di quest'ultimo, l'ambientazione cambia di parecchio, ci si sposta nella zona più malfamata di Dillon, dove non regna più football e ricchezza ma una dura vita reale. Molti dei personaggi del primo ciclo rimangono, in altri ruoli, ed altri vanno persi. Anche il nuovo cast non è male, ma secondo me cade un po' in alcuni stereotipi da quartiere malfamato americano. Questo non toglie che anche questa quarta stagione sia decisamente emozionante.

La consiglio senza riserve a chiunque...

2 commenti:

  1. Ho appena rivisto il pilot grazie a rai4 ^^
    Ottima recensione, aggiungerei solo una nota sulla colonna sonora. E' semplicemente stupenda, e secondo me ha un ruolo fondamentale per creare empatia nei confronti dei personaggi.
    Trovo meraviglioso il fatto che si mostri un'altra faccia dell'america, una location che non sia new york, los angeles o la scuola superiore di un tipico teen drama.
    Secondo me non è uno show per tutti, ma consiglierei in ogni caso non solo di vedere il pilot (che serve un po' per adattarsi allo stile dello show), ma di proseguire la visione per almeno un altro episodio. Però già da secondo episodio non si possono avere dubbi, o si odia o si ama. Penso che sia il telefilm che mi commuove più spesso in assoluto, e già soffro al pensiero che la quinta serie (probabilmente) sarà l'ultima.

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  2. anch'io me lo sono rivisto oggi XD...
    sul fatto che finisca credo che vada bene così... credo che abbia espresso al massimo il suo potenziale, e prolungarlo eccessivamente lo potrebbe rovinare... cinque stagioni sono abbastanza IMHO

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