domenica 27 settembre 2015

[RECE] Inside Out


Tre mesi abbiamo dovuto aspettare per vederlo. Distribuzione italiana, vergognati.

Inside Out è un gioiello come da troppo tempo la Pixar non ci regalava. Dopo l'apice raggiunto con Toy Story 3, la casa di produzione che amavamo ci ha dato una serie di risultati pessimi (Cars 2) o mediocri (Brave, Monsters University), facendosi soffiare da mamma/capo Disney il titolo di animazione di maggior successo degli ultimi anni (Frozen)

Con questo si torna sui binari giusti. Altrochè.

Sipario:
Pasquale sapeva.


Trama in due soldi per chi non l'avesse visto: all'interno del cervello umano (e animale) esistono cinque entità (Gioia, Tristezza, Paura, Rabbia e Disgusto), le cui azioni regolano il comportamento e la personalità. Per alcune vicessitudini, all'interno di una bambina Gioia e Tristezza lasciano il posto di comando, e devono trovare il modo di tornare indietro, mentre la loro mancanza causa la distruzione graduale della personalità della bambina, che inizia a chiudersi in se stessa diventando incapace di relazionarsi con il mondo.

Il pregio e il "limite" di questo film è lo stesso: non è davvero comprensibile dai bambini. Mentre i migliori film Pixar hanno sempre avuto due livelli di lettura sovrapposti per i suoi due target, da questo film un bambino può tirare fuori parecchio poco. I concetti che ci stanno alle spalle sono per lui incomprensibili, come non riuscirebbe a capire alcune dinamiche.
Il regime "autoritario" di Gioia di inizio film è per noi (almeno, per me...) fastidioso, mentre cn tutta probabilità un bambino non capirebbe la presenza di Tristezza in quel contesto. Perchè dovrebbe servire essere tristi, si chiederebbe, non si potrebbe farne a meno? Spoiler: no.
Tutto il film gioca su una questione molto delicata, cioè quel momento in cui i bambini lasciano la bambagia della prima infanzia e iniziano ad avere esperienza del mondo vero, con il suo carico di negatività, e devono imparare a relazionarsi con esso.

Non voglio fare un'analisi approfondita della cosa (non ne sono nemmeno in grado), ma è un argomento notevole e sviluppato con grande maestria e delicatezza.
E sì, fa piangere tantissimo.
E sì, ho quasi pianto sia per questo film sia per lo struggente corto, "Lava", che lo ha introdotto.

A livello tecnico non l'ho trovato fuori scala come i film precedenti (su tutti "Brave" e "Cars 2" - film del cavolo, ma che animazione!), ma l'ambientazione non richiedeva un livello di dettaglio troppo alto, va benissimo così.

Poi beh, ha la sequenza del gatto, che da sola vale il film.

Detto questo, verrebbe da dire "evviva, è tornata la Pixar che amiamo". Poi si vede il trailer del prossimo film, "The Good Dinosaur" (mi rifiuto di chiamarlo con il titolo italiano), che esce tra pochissimo, e lo scarso (sulla carta) programma dei prossimi anni, e sale la tristezza. Che, però, d'ora in poi ci immagineremo così:

E, in fondo, va bene anche così.





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